#ripartiamo

Carissimi,
siamo entrati di fatto nella fase post emergenza Covid-19, quella che viene comunemente definita “nuova normalità”.
Abbiamo tutti passato settimane difficili, ma finalmente si può intravedere del sereno all’orizzonte.
Ora dobbiamo, esattamente con la saggezza contadina che ci accompagna da sempre, rialzare la testa e guardare avanti.
Lo possiamo e dobbiamo fare sulla base di elementi concreti che fanno parte positivamente della nostra identità.
Lo sappiamo: il mondo del vino è ancora in apprensione, soprattutto per quanto riguarda il dialogo con la ristorazione,
ma la risposta giusta può venire solo da noi, “gente del vino”, sulla base della nostra tenacia, passione e professionalità.
Come è già successo in altre occasioni di turbolenza dell’economia e dei mercati, ci saranno momenti critici,
ma noi, come Tommasi Family Estates, abbiamo veramente molti “anticorpi” dalla nostra parte per sconfiggere le conseguenze di questo virus
e affrontare con ottimismo il prossimo futuro. Valori che fanno la differenza.
Ricordarli e tenerli sempre in evidenza è importante per rafforzare fiducia ed entusiasmo.
Piergiorgio e Stefano Tommasi

Puntiamo sui nostri valori per dare più slancio alla ripartenza
Solidità aziendale, reputazione, ampiezza di gamma,
cultura della qualità e dei valori Made in Italy, rapporti consolidati con i nostri partners italiani e stranieri e, non ultimo, un marketing versatile, che utilizza anche soluzioni online evolute. Con questi fattori competitivi guardiamo al futuro con la consapevolezza della complessità della sfida, ma anche con giustificata fiducia.

5 validi motivi per guardare al futuro con consapevole fiducia

  1. Solidità e reputazione
    La nostra azienda si fonda su valori forti, sulle relazioni costruite in questi anni con collaboratori, rete vendita e clienti, in Italia e all’estero. Siamo una realtà stimata e apprezzata, interpretiamo il Made in Italy con l’immagine di chi fa del vino motivo di cultura, oltre che di piacere. Questa solidità e reputazione sono ora fattori importantissimi per riprendere il filo del dialogo con tutti i nostri interlocutori di mercato.
  2. Ampiezza di gamma e rispetto dei territori
    Abbiamo scelto di ampliare costantemente il portfolio dei nostri prodotti, acquistando tenute in cinque diverse regioni italiane, per poter offrire non solo i vini della Valpolicella, territorio in cui siamo nati, ma anche di altre denominazioni. Di tutti questi territori abbiamo rispettato l’autenticità della cultura vinicola a cui abbiamo unito le nostre capacità imprenditoriali, controllando l’intera filiera, dalla vigna alla cantina. In questo modo possiamo offrire una gamma completa di vini nei vari canali e a diverse fasce di prezzo, sempre controllandone la qualità. Questa strategia si sta rivelando premiante anche e soprattutto in un momento così delicato.
  3. Stima dei Partner
    Abbiamo costruito e consolidato rapporti positivi con i nostri partner commerciali italiani e stranieri,  un impegno che oggi ci premia con la qualità delle relazioni e la fiducia reciproca
  4. Vini in tendenza
    Il mercato sta dimostrando preferenza per le denominazioni più conosciute e di fascia di prezzo accessibile a diversi consumatori, che in Tommasi significano particolarmente proposte come Ripasso, Rafaèl Valpolicella Superiore e Le Fornaci Lugana. Inoltre, il territorio di Montalcino con il Brunello, resta un simbolo dell’Italia che riprende slancio e vigore con i suoi prodotti di eccellenza.
  5. Marketing evoluto
    Anche la comunicazione del Gruppo si è adeguata al rapido cambiamento delle modalità d’acquisto dei consumatori, puntando su una forte presenza digitale (social e webinar principalmente) e aumentando le tipologie di servizio ai propri clienti.
    È inoltre in fase di completamento il nuovo sito www.tommasi.com (attivo dalla seconda metà di luglio) un vero e proprio portale dove troveranno ampio spazio le nostre storie, le persone e le tenute, le news e gli approfondimenti sui grandi vini come Amarone, Brunello e Aglianico del Vulture.

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Sempre parlando di rafforzamento del dialogo e di servizio per  tutta la nostra rete vendita e clienti in un periodo così complesso, ricordiamo che abbiamo in azienda due persone di alta responsabilità, dedicate proprio a fare da riferimento per qualsiasi necessità e chiarimento in questa delicata fase di rilancio: Angela Orfino per tutta la parte di amministrazione e logistica e Lisa Zuccolotto per tutta il commerciale Italia, coordinate da Piergiorgio Tommasi.
Cinque valide ragioni che si uniscono al valore più importante: la competenza, la passione e la tenacia della nostra rete commerciale, interprete di tutta la voglia di ripresa e rilancio nella fase di “nuova normalità”.
 


IL LUGANA DELLA FAMIGLIA TOMMASI

IL LUGANA DELLA FAMIGLIA TOMMASI
“Le Fornaci” esprime l’importanza che la famiglia Tommasi dedica alla produzione del Lugana doc e al suo territorio
IL PROGETTO
La Tenuta Le Fornaci a Desenzano del Garda, vicino a San Martino della Battaglia, prende il suo nome da una fornace romana nelle sue vicinanze, che grazie all’abbondanza nel terreno di argilla ed acqua era destinata alla produzione di laterizi per la costruzione dei primi insediamenti urbani. Non a caso, il nome Le Fornaci e il disegno della caratteristica Torre Monumentale di San Martino della Battaglia, campeggiano ancora oggi sull'etichetta.
Il primo investimento di circa 5 ettari nel comune di Desenzano del Garda ( a metà strada tra Verona e Brescia), risale ai primi anni ‘90, seguito nel 2013 da ulteriori investimenti, tutti nello stesso territorio.
Oggi, la Tenuta Le Fornaci si compone di tre vigneti principali, dislocati in differenti aree del Lugana DOC, per un totale di 45 ettari: due parcelle nell’entroterra gardesano e una più grande sul versante bresciano del Lago.
Tutti i vigneti sono stati completamente impiantati con il vitigno tipico, la Turbiana, e sistema guyot ad alta densità di impianto (5.000 ceppi per ettaro circa).
A completamento di questo progetto sono previsti una cantina totalmente destinata alla vinificazione del Lugana ed una struttura per l’ospitalità e l’enoturismo con punto di degustazione e ristoro.
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IL TERRITORIO
“Una pianura fertile a sud del Lago di Garda. Vigneti ordinati e belli come dipinti. Un clima benefico e carezzevole. Ieri “Lucana”, un luogo inospitale di boschi ed acquitrini, oggi una terra ariosa, generosa ed accogliente come un giardino. (cit. Consorzio Lugana)
Il Lago di Garda è una delle mete turistiche più belle del Nord Italia, in particolare la parte meridionale.
In passato tutta quest’area era coperta dalla “Selva Lucana”, un foltissimo bosco acquitrinoso, che fu bonificato a partire dal XV secolo con la grande svolta agraria voluta dalla Serenissima Repubblica di Venezia per ricavare terreni da coltivare. La presenza della vite in quest’area risale però a tempi ancora più remoti, almeno all’Età del Bronzo.
La zona del Lugana è “bifronte”, copre infatti la costa meridionale del Lago di Garda e si estende sia nella provincia di Brescia, che in quella di Verona per un totale di oltre 2000 ettari vitati.
Anche dal punto di vista vitivinicolo il territorio del Lugana è diviso in due macro-zone.
La prima, più ampia, quella delle argille più coriacee, è di natura pianeggiante e si estende lungo l’entroterra compreso tra Desenzano e Sirmione.
È questo il cuore pulsante della denominazione, depositaria dello stile più tradizionale, “lacustre” e minerale del Lugana.
La seconda zona, di natura più collinare, si allunga dalla celebre Torre Monumentale di San Martino della Battaglia.
Qui le argille sono più sabbiose, i rilievi più ondulati e dolci, con altitudini che non superano i 130 metri, i terreni più morenici, con buona presenza di elementi ghiaiosi; di conseguenza i vini sono meno minerali, più acidi e voluminosi.
Per quanto riguarda la nostra Tenuta Le Fornaci: la parcella verso il lago è su un terreno a base calcarea, variamente stratificata e argillosa, mentre le parcelle dell’entroterra hanno una composizione più sabbiosa e ricca di limo.
La dislocazione delle parcelle su suoli differenti permette un’accorta selezione delle uve cha dal suolo argilloso conferiscono corpo e struttura, dal suolo sabbioso donano invece aroma ed eleganza.
Il terreno è compatto in tempi di siccità, molle e fangoso dopo la pioggia.
Queste caratteristiche rappresentano il patrimonio organolettico del Lugana, regalando al vino profumi vigorosi, netti, tra la mandorla e l’agrume, oltre ad acidità, sapidità e ad una struttura ben equilibrata.
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IL VITIGNO
Il microclima della zona del Lugana è largamente influenzato dalle brezze temperate del lago di Garda, mite e costante con lievi escursioni termiche.
Una “culla climatica” perfetta per valorizzare le caratteristiche di un’uva particolare come la Turbiana.
L’uva Turbiana è un particolare tipo di clone di Trebbiano coltivato esclusivamente nella zona del Lugana.
Recenti studi hanno dimostrato che si differenzia per caratteri aromatici propri, oltre che da un punto di vista fenologico, agronomico ed enologico.
Meno produttiva rispetto alla media degli altri Trebbiano, la Turbiana è un’uva che presenta un grappolo medio e compatto; gli acini hanno con buccia spessa con una polpa succosa, lievemente acidula.
 
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IL LUGANA LE FORNACI
Un vino fortemente voluto nel portfolio Tommasi per la sua straordinaria eleganza e profondità; una intensa passione, quella per il Lugana, per questo vino bianco inconfondibile, rigoroso e di classe, capace anche di vincere la sfida del tempo.
Giallo intenso e brillante all’olfatto, il Lugana Le Fornaci è fruttato e fragrante, con note di frutta tropicale e pompelmo.
Al gusto è secco e armonico e presenta un’elegante freschezza gustativa.
È intenso e persistente, nel finale sapido, minerale, con il tipico sentore di mandorla.
Il Lugana Le Fornaci è ottenuto da una accurata raccolta delle uve, le cui bucce sostano per un giorno a contatto con il mosto a bassa temperatura. Seguono sfecciatura per sedimentazione naturale ed una fermentazione lenta a temperatura controllata (14°/18°).L’ affinamento avviene per 3 mesi circa su fecce e lieviti fini, a cui segue la maturazione in acciaio.
Servito fresco, è Ideale come aperitivo, con antipasti e finger food, esalta le preparazioni a base di pesce di lago e di mare. Ottimo con primi piatti saporiti, risotti, carni delicate e con formaggi freschi.
Leggi QUI la scheda tecnica
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Chiaretto Bardolino: nuovo packaging, nuove prospettive

Granara, il Chiaretto Bardolino
È di questi giorni la notizia del Consorzio Bardolino che il Chiaretto ha chiuso il primo trimestre del 2020 con un balzo in avanti del 21,1% di produzione rispetto ai primi tre mesi del 2019, confermandosi sempre più come leader dei vini rosa italiani.
La domanda da parte dei consumatori, in particolare in questa fase delicata, è quella di vini di pronta beva con un ottimo rapporto qualità/prezzo, capaci di esprimere una precisa identità e una qualità molto affidabile.
Il Granara Chiaretto Bardolino con la sua nuova veste vuole risponde a questo tipo di richiesta.
La bottiglia dell’annata 2019 si presenta con un restyilng che ha voluto esaltare l'identità classica del marchio Tommasi, che ricolloca il Chiaretto con il Bardolino ed il Custoza in linea con l’immagine storica di Tommasi in linea con un design più familiare.
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Rosa cipria chiaro e brillante, il Chiaretto Granara si apre con gradevoli profumi di fiori di campo, di agrumi e piccoli frutti rossi.
Al gusto è delicato, con una rinfrescante nota fruttata di agrumi e mela verde e una vena sapida, che rende la beva irresistibilmente golosa.
Le uve corvina, rondinella e molinara sono raccolte nella tenuta Fossa Granara, nel comune di Castelnuovo del Garda.
Dopo 12 ore di macerazione sulle bucce in vasche d’acciaio, il vino affina circa 5 mesi sempre in acciaio.
Ottimo con tutti i piatti freschi come insalate di riso, caprese, prosciutto e melone, insalata di pollo, carpaccio di manzo.
Noi consigliamo di provarlo in tutte le stagioni con la pizza, le fritture di pesce, i formaggi morbidi o il sushi.
Scarica QUI la scheda tecnica.


Paternoster Don Anselmo sempre al TOP

Ottime recensioni dalle riviste d'oltreoceano Wine Spectator and Wine&Spirits per 

Paternoster Don Anslemo Aglianico del Vulture 2013

92 Wine Spectator

Armonioso e con un buon corpo,  presenta un fresco aroma mineralità con sentori affumicati che esaltano i sapori di gelso e lampone nero.
Sottili accenti di tè Earl Grey e liquirizia si soffermano sul finale deciso e concentrato.- Sept. 30, 2018 Alison Napjus

93 Wine & Spirits

Il fiore all'occhiello di Paternoster proviene da parcelle a bassa resa su terreni vulcanici a 600 mt. sul livello del mare. Le fresche brezze a questa quota preservano l'acidità del frutto e promuovono i profumi sfumati di petali di rosa e erbe selvatiche. I tannini sono abbondanti ma fini, levigati da 20 mesi di affinamento in botti, metà barrique e metà botti di Slavonia.
Una nota di ferro si avverte attraverso i freschi sapori di prugna rossa, la sua freschezza si fonde con le note di spezie nere per un finale lungo e sospeso.

Wine Spectator ha pubblicato anche:

90 Paternoster Rotondo Aglianico del Vulture, 2013

Note di moka e anice ornano il gelso tritato e il frutto di ciliegia di questo rosso fresco ed equilibrato,
di medio corpo, sottolineato da un sottile sentore di fumo aromatico e tannini felpati.
- Sept. 30, 2018 Alison Napjus

89 Paternoster Vulcanico Falanghina 2017

Le note di gelsomino e speziato sono una voce aromatica per questo bianco corposo e cremoso, che offre un sottile palato di melone, litchi e sapori di pesca nettarina,
con un pizzico di salina minerale sul finale.- 30 settembre 2018 Alison Napjus