L'ascesa del Vulture nel numero di Agosto di Wine Enthusiast

Alexander Peartree, della rivista Wine Enthusiast, ha scritto un interessante articolo sulla regione vinicola del Vulture.

“Nella provincia più settentrionale della Basilicata, che si estende dall’arco dello stivale d’Italia, si trova una zona montuosa e selvaggia. Ricorda le vivaci Alpi del nord più che i climi caldi e meridionali.
Lì, ancorato intorno al vulcano spento del Monte Vulture, c’è un mosaico di antiche città sparse tra le colline ondulate, che ospitano alcuni dei vini più emozionanti d’Italia”.

La regione vinicola del Vulture è un luogo ideale da visitare e scoprire con le sue antiche rovine e tradizioni che risalgono all’epoca romana, qui nacque il famoso poeta latino Orazio.

La vinificazione commerciale nella zona, invece, risale a quasi un secolo fa, ma una nuova generazione di viticoltori ha portato questa zona storica alla ribalta.

La cantina Paternoster è una delle più antiche, icona della produzione dell’Aglianico del Vulture; Fabio Mecca Paternoster, l’enologo, fa parte della nuova generazione che sta lavorando per il futuro di questa promettente regione vinicola.

Leggi QUI l’articolo completo.

“Rimango radicato a Paternoster: è al centro delle mie ambizioni e missione. Questo è il luogo che mi scorre nelle vene da quando ne ho memoria. Mi ha dato la possibilità di diventare quello che sono oggi. Da quando ero giovanissimo, passavo il mio tempo libero in vigna e in cantina. La vecchia cantina era sotto casa dei miei nonni. Soprattutto durante la vendemmia correvo a casa loro per un pranzo veloce dopo la scuola, e poi andavo ad aiutare con la vendemmia e la vinificazione. Oggi mi consulto, ma la mia missione è continuare il progetto di famiglia iniziato con il mio bisnonno oltre un secolo fa”.
Fabio Mecca, Paternoster

Paternoster si estende per circa 20 ettari a terra nera di origine vulcanica, dislocati nelle diverse contrade vitivinicole nell’agro del piccolo comune Barile e ha una moderna cantina

I vigneti si affacciano sul Monte Vulture, vulcano spento che segna i confini di una terra generosa ma misteriosa. Ci piace pensare che il successo dei vini Vulture dipenda in gran parte dalla tenacia e dal talento della famiglia Paternoster, che da oltre un secolo , ha creduto e investito nella varietà Aglianico.

Anselmo, il capostipite, vendette la prima bottiglia di Aglianico della famiglia nel 1925, segnando l’inizio di una produzione acclamata dalla critica, giunta alla terza generazione


Vulture rising in Wine Enthusiast august issue

Alexander Peartree, of Wine Enthusiast magazine, has written a great article on Vulture wine region.

“In the northernmost province of Basilicata, which stretches up from the arch of Italy’s boot, lies a mountainous, wild area. It recalls the brisk Alps of the north more than warm, southern climes.
There, anchored around the extinct Monte Vulture volcano is a patchwork of ancient towns scattered among the undulating foothills that harbor some of the country’s most exciting, site-expressive wines.”

Vulture wine region is a great place to visit and discover with ist antique ruins and traditions that dates back to Roman times, the famous poet Orazio was born here.

Commercial winemaking in the area, instead, dates back nearly a century, but a new generation of winemakers has brought this historic area to the forefront.
Paternsoster winery is one of the oldest winery, an icon in Aglianico del Vulture production; Fabio Mecca Paternsoer, the oenologist, is part of the new generation that are working for the future of this promising wine region.

Let’s enjoy the full article HERE

“I remain rooted in Paternoster: it lies at the heart of my ambitions and mission. This is the place that runs through my veins for as long as I can remember. It gave me the chance to become who I am today. Since I was very young, I spent my free time in the vineyards and the winery. The old winery was below my grandparent’s home. Especially during the harvest, I’d run to their house for a quick lunch after school, and then I was off to help with the harvest and the winemaking. Today, I consult, but my mission is to continue the family project that began with my great-grandfather over a century ago.”
Fabio Mecca, Paternoster

Paternoster covers about 20 hectares with black soil of volcanic origin, with a modern cellar, located in the different wine-growing districts in the countryside of the small town Barile.
The vineyards are overlooking the Mount Vulture, an extinct volcano that marks the borders of a generous yet misterious land.We like to think that the success of the Vulture wines depends largely on the tenacity and talent of the Paternoster family, which for over a century, believed and invested in the Aglianico variety.
Anselmo, the founder, sold the family’s first bottle of Aglianico in 1925, marking the beginning of a critically-acclaimed production, now in its third generation.


Qual è il tuo preferito fra i 90+ by James Suckling?

Goditi un tour del vino dal Nord al Sud Italia:
vuoi un bianco fresco e armonico del Lago di Garda o un bianco fragrante e fine del Vulture?
o sei indeciso fra un Rosso di Montalcino o un vino della Maremma Toscana?

Scegli il tuo preferito facendoti guidare dalle recensioni  90+ di James Suckling…o assaggiali tutti!

90 – Tommasi Le Fornaci Lugana doc 2020
Naso floreale e leggermente terroso con un po’ di cedro, seguito da un palato da medio a pieno con ricordi di limone amaro e minerali ricchi e sapidi. Leggermente fenolico sul finale. Da bere adesso.

90 – Paternoster Vulcanico Falanghina igt 2019
Al naso limone cotto, pera, fiori secchi e scorza di lime. È di medio corpo con acidità pungente. Finale piccante ed erbaceo. Da bere adesso.

91 – Casisano Rosso di Montalcino doc 2019
Al naso ciliegie e lillà con un carattere corposo e buona mineralità. Di medio corpo con molta acidità per rinfrescare il frutto e fornire grinta.
Abbastanza deciso sul finale. Da bere adesso.

91 – Poggio al Tufo Cabernet Sauvignon igt 2019
Un sorso pulito con un buon cuore di ribes e un pizzico di erbe fresche. Di medio corpo con tannini ben integrati e un finale fresco e fruttato.
Da bere adesso.


Choose your favorite 90+ points by James Suckling

Let’s have a wine journey from North to South Italy:
a white from Lake Garda or Vulture region? or are you undecided between a sip of red from Montalcino or Tuscany Maremma?

Choose your favorite white or red among the ones reviewed with a nice 90+ by James Suckling…or pick them all!

90 – Tommasi Le Fornaci Lugana doc 2020
Floral and slightly earthy nose with some cedro, following through to a medium to full palate with flavors of bitter-lemon and rich, savory minerals. Lightly phenolic on the finish. Drink now.

90 – Paternoster Vulcanico Falanghina igt 2019
Cooked lemon, pear, dried flowers and lime peel on the nose. It’s medium-bodied with biting acidity. Tangy, herbed finish. Drink now.

91 – Casisano Rosso di Montalcino doc 2019
Cherries and lilacs on the nose with some meaty mineral character. Medium-bodied with lots of acidity to freshen up the fruit and provide drive. Quite firm at the end. Drink now.

91 – Poggio al Tufo Cabernet Sauvignon igt 2019
A clean-cut cab with a good core of currants and a hint of fresh herb. Medium-bodied with well-integrated tannins and a fresh, fruity finish. Drink now


Summer Wine Party - Paternoster

La più grande e formidabile degustazione della Basilicata:
16 cantine e oltre 60 vini in mescita per un’esperienza indimenticabile!

Martedì 10 agosto, terrazza Paternoster a Barile.

Quest’anno l’appuntamento Calici di Stelle diventa unico e memorabile.
Per la prima volta Paternoster accoglie Donato d’Angelo, Basilisco, Battifarano, Cantina Madonna delle Grazie, Cantine del Notaio, Carbone, D’Angelo, Dragone. Elena Fucci, Fontanarosa, Martino, Musto Carmelitano, Re Manfredi, Cantine Strapellum, Tenuta le Querce e Vitis in Vulture.

Un’occasione unica per degustare l’essenza ed il meglio del Vulture.

Info e Prenotazioni: Whatsapp 3331896165
Il biglietto comprende la degustazione di 3 vini ed il calice in omaggio.

In collaborazione con: Movimento Turismo del Vino Basilicata e Associazione Donne del Vino Basilicata.


Paternoster great reviews by Jancis Robinson

Mr Walter Speller in his report about South Italian wines for Jancinsrobinson.com mentioned Paternoster wines, which deserved very nice scores.
We are very proud  of these reviews, that show all the effort and dedication that we have in Vulture terroir.

17.5/20 Paternoster Don Anselmo Aglianico del Vulture doc 2015
100% Aglianico from a 50-year-old vineyard at 600 m above sea level. Fermentation and maceration on the skins in stainless steel for 15 to 18 days at 25–28 °C with pumping-over three times a day until three-quarters of the fermentation was complete, followed by rack and returns. Half of the wine was aged in large Slavonian oak casks, while the other half was aged in French oak barriques of second passage.
Deep ruby with orange tinges. Deep and concentrated dark-fruit and cherry nose with a hint of dusty oak and tamarind. A little richer and more concentrated on the palate than the 2016. The damson and cherry fruit on the finish is lined with powdery tannins adding chew to the finish. (WS)

17/20 Paternoster Synthesi Aglianico del Vulture doc 2017
100% Aglianico grown at between 450 and 600 m above sea level. Maceration on the skins in stainless steel for 12–15 days at 25–28 °C, with regular pumping-over and punching-down of the cap. 80% of the wine was aged for 12 months in large Slavonian oak casks and 20% in used French barriques for 14 months, followed by seven months in bottle.
Impenetrable dark ruby. Concentrated dark-fruit nose with nutty overtones of oak and hints of vanilla. Lush dark fruit with enough acidity to balance it and fine long tannins. International veneer but with enough personality to counteract. From an extremely hot and dry year, this is an amazingly balanced wine at a surprisingly modest 13% alcohol. (WS)

16.5/20 Paternoster Rotondo Aglianico del Vulture doc 2017
100% Aglianico grown in the Villa Rotondo vineyard at 500 m above sea level. Alcoholic fermentation in stainless-steel tanks for 15 days at 25–28 °C, with regular pumping-over and punching-down of the cap. Malolactic fermentation and ageing in new French barriques for 14 months, followed by 12 months in bottle.
Deep crimson. There is quite a bit of oak on the nose but it cannot suppress the Aglianico characteristics: dark cherry and wild strawberry with a hint of liquorice mingling with perfumed, sweet oak. Palate that’s lively, juicy and almost a little mouth-watering with cherry fruit and with firm, slightly dry tannins. Modernist, but with plenty of character. (WS)

16/20 Paternoster Vulcanico Falanghina 2019
100% Falanghina grown in vineyards at between 450 and 600 m above sea level. Fermented at 16 °C in stainless steel and aged on the fine lees in stainless steel for around five months.Straw yellow. Savoury mandarin, pickled lemon and lush white- and yellow-fruit nose. Zippy, viscous lemon fruit palate. Appetising and with a lemony, savoury finish. (WS)


5 reasons to be proud of 2020

2020 has been a year we'll never forget.
Not only because it was particularly trying for all of us, but because it genuinely brought noteworthy results.

  1. A shower of awards rewarded the ongoing work of Giancarlo with his team of oenologists, Emiliano Falsini and Fabio Mecca-Paternoster.
    Ca 'Florian Amarone della Valpolicella Classico docg Riserva 2012 received Tre Bicchieri recognition in the Gambero Rosso 2021 guide, the Corona in the ViniBuoni d'Italia 2021 guide, the 5 Grappoli in the Bibenda 2021 Guide, the 3 Stelle in the Veronelli 2021 guide and excellent scores by international critics, of which 94 points awarded by James Suckling and Falstaff stand out.
    Tre Bicchieri from Gambero Rosso and 5 Grappoli from Bibenda also for Casisano Brunello di Montalcino 2015 doc, which received excellent 90+ marks internationally from renowned publications like James Suckling, Vinous, Decanter, Falstaff e Meininger's, and in particular 94 points from Wine Spectator.
    Top honors arrived for Paternoster, which confirms its status as an icon and benchmark for Aglianico del Vulture: Ddon Anselmo Aglianico del Vulture doc 2015 and Rotondo Aglianico del Vulture doc 2017 dominate every ranking.
  2. 2020 was also an important milestone year for our Lugana Le Fornaci project. We've strongly believed in Lugana, both as wine and place, and are heavily invested in our dream to expand and develop one of our most important projects to date. Tenuta Le Fornaci consists of three main vineyards located in different areas of the Lugana DOC for a total of 45 hectares: two parcels located inland and a larger one towards Lake Garda in Sirmione.
    A press event last August on a sailboat celebrated amidst Lake Garda's wind, vocation and wine symbolized that the project linked to the Lugana doc has officially set sail. The positive response to Le Fornaci Lugana doc 2019 in the principal markets and recognition from critics is a sign that the launch is on course for success.
    Everything is set for 2021, which will see the spring launch of Le Fornaci Rosè 2020, a blend that will delight the most demanding palates, followed the autumn launch of Le Fornaci Lugana doc Riserva 2018.
  3. 2020 saw a stellar rise in digital activity. We organized Tommasi Digital Days, a series of special appointments and training dedicated to our Italian sales force and Ho.Re. Ca. customers. Our importers and international customers participated in specially organized seminars and digital tastings. Connections, the importance of maintaining and strengthening relationships built over the years, have always been a focal point of our business.
    Consumers also had a chance to participate in a series of special tastings via Instagram live and Winemaker dinners, conducted by Giancarlo Tommasi and special guests. Guests were able to converse firsthand and learn about the wines and his work. These events brought us into the kitchens of food and wine lovers, where we prepared a meal together, joined by the conviviality of a good glass of wine.
    The digital activity boosted our end-of-year results, where we see positive signs for retail and e-commerce sales, the real boom in 2020.
  4. We never stood still; we've got projects to conclude and new ones to launch. We are working on the expansion and adaptation of our headquarters and winery in Pedemonte. Those who've visited us at our Wine Shop witnessed how much progress we've made, always with the intent to guarantee maximum quality. We're defining the projects to expand the Casisano-Montalcino, Poggio al Tufo-Maremma and Caseo-Oltrepò wineries. We just completed new vineyards at Poggio al Tufo - Maremma and Masseria Surani - Puglia.
    Other exciting wine-related projects will come to light next year. The first and foremost will be the spring launch of our first Metodo Classico from Tenuta Caseo in Oltrepò Pavese, the home of Pinot Noir.
  5. What was never lacking in 2020 was the Strength of Family: a family that remained tight-knit and well organized, ready to respond with agility and flexibility to fluctuating and unpredictable change. This year, called on us to find effective alternatives and quick responses as we managed a sizeable company and above all the human resources. Not only were we able to guarantee work, despite the challenges of 2020, we were also able to hire new employees and expand our team.

This 2020 brought us gratification, creativity and new stimuli for our future.
We now look onward with hope and confidence to 2021, just around the corner.


Tommasi Day

Si è tenuto il 28 ottobre presso Villa Quaranta Tommasi Wine hotel & SPA il Tommasi Day.
Una giornata speciale di degustazione dedicata agli operatori del settore e alla forza vendita.

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Una perfetta occasione per approfondire la conoscenza dei vini icona che hanno fatto la storia di Tommasi come l' Amarone ed il Ripasso e Le Fornaci Lugana con i vini delle altre tenute come il Paternoster Don Anselmo e il Casisano Brunello. 

Ai vini icona si è affiancato il meglio delle tenute Tommasi Family Estates dalla Valpolicella Classica, emblema di famiglia, passando per l'Oltrepò con gli spumanti di Caseo, la Maremma Toscana con i vini di Poggio al Tufo, e la Puglia con la produzione di Masseria Surani.

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Una ricca giornata, intervallata dalla visita della cantina per i partecipanti, il tutto sotto la guida di Piergiorgio e Stefano Tommasi, che si sono presi cura degli ospiti e li hanno guidati nelle visite e degustazioni in programma.

"Siamo entrati di fatto nella fase post emergenza Covid-19, quella che viene comunemente definita “nuova normalità”. - afferma Pierigorgio Tommasi - ma finalmente si può intravedere del sereno all’orizzonte. Ora dobbiamo, esattamente con la saggezza contadina che ci accompagna da sempre, rialzare la testa e guardare avanti. Lo possiamo e dobbiamo fare sulla base di elementi concreti che fanno parte positivamente della nostra identità. Lo sappiamo: il mondo del vino è ancora in apprensione, soprattutto per quanto riguarda il dialogo con la ristorazione, ma la risposta giusta può venire solo da noi, “gente del vino”, sulla base della nostra tenacia, passione e professionalità.  Dobbiamo affrontare con ottimismo il prossimo futuro. Occasioni come il Tommasi Day sono fondamentali per rafforzare fiducia ed entusiasmo."

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Giancarlo Tommasi, enologo e responsabile della produzione, ha guidato una verticale speciale di Tommasi Ca' Florian Amarone della Valpolicella Classico Riserva.
A disposizione per gli ospiti anche un assaggio delle annate 2008 e 2009 del De Buris Amarone della Valpolicella Classico doc Riserva.

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Vendemmia Tommasi 2020

É tempo di vendemmia per Tommasi Family Estates!

Il 18 agosto Tommasi ha dato ufficialmente il via alla vendemmia 2020, iniziando dalla tenuta Caseo in Oltrepò Pavese con il Pinot nero per la base spumante.  

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Il rito della vendemmia è per la famiglia Tommasi un appuntamento che vede diverse date di avvio, in ragione delle zone di produzione e delle cantine del gruppo: ben sei, da Nord, al Centro, al Sud. Ecco perché, seguire prospettive ed andamento della vendemmia in casa Tommasi, significa monitorare buona parte dello scenario vitivinicolo italiano, con le sue aspettative, collegate logicamente agli avvenienti climatici e tecnico-produttivi dell’annata.

Giancarlo Tommasi, enologo del gruppo, a questo proposito ha dichiarato:
«
Il 18 agosto, abbiamo iniziato la vendemmia in Oltrepò Pavese: splendida giornata e splendida raccolta!  Abbiamo monitorato giorno dopo giorno anche la fase finale di maturazione del Pinot Grigio della nostra Tenuta Prunea in Vapolicella Classica e la cui raccolta è iniziata il 26 agosto. Mentre per il Vermentino di Poggio al Tufo, come per il Fiano di Surani la vendemmia è iniziata la prima settimana di settembre. Monitorando giorno per giorno la maturazione delle uve, nella Tenuuta Le Fornaci raccogliamo le uve le per il Lugana dal 14 settembre.»

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«Per quanto riguarda la previsione sui volumi di produzione – precisa Giancarlo Tommasi –ipotizziamo realisticamente un calo del 10% circa rispetto all’anno precedente per Surani, mentre per Poggio al Tufo la riduzione dovrebbe essere del 5%. Per Casisano siamo in linea con i volumi dell’anno scorso, anche perché siamo molto rigorosii nel controllare tutte le fasi del ciclo vegetativo della pianta per ottenere le rese previste dal disciplinare del Brunello di Montalcino. Anche tenuta Caseo sta registrando gli stessi volumi dell’anno precedente. Per la Valpolicella Classica siamo in linea con il nuovo disciplinare delle rese per ettaro della vendemmia per le uve dell’Amarone: più basse per garantire ancora maggiore qualità. Infine il Lugana, che si conferma con gli stessi valori dell’anno precedente con una resa volutamente inferiore rispetto a quanto richiesto dal disciplinare»

«In linea generale, quindi, potremo raggiungere in tutte le nostre tenute un livello qualitativo certamente alto. Questo scenario è frutto di scelte precise, che abbiamo fatto, anche in controtendenza rispetto al mercato: contenere la resa per ettaro, applicando in modo molto scrupoloso i disciplinari delle nostre denominazioni più importanti anche alle altre aree meno prestigiose. Più denominazioni quest’anno hanno subito un calo delle rese, non solo l’Amarone. Noi abbiamo deciso di puntare su una maggiore selezione delle gemme, privilegiando la qualità di frutto, a livello agronomico, fino dalle prime fasi del ciclo vegetativo.»

Da Emiliano Falsini e Fabio Mecca Paternoster, i responsabili rispettivamente di Casisano e Poggio al Tufo e Paternoster e Surani, arrivano interessanti approfondimenti sugli andamenti delle singole produzioni.

Casisano - Montalcino Toscana – In termini di andamento climatico, questa annata fino ad oggi si è presentata nel migliore dei modi. La stagione vegetativa è iniziata con un leggerissimo anticipo ed è proseguita senza grossi eventi climatici di rilievo fino ad oggi. Si è avuta una primavera regolare e mite, solo negli ultimi giorni di luglio le temperature hanno avuto un innalzamento importante che però ad oggi non ha assolutamente compromesso lo sviluppo ottimale e la maturazione delle uve. Non si sono quindi avuti stress idrici e anche la produzione è regolare. Al momento è da considerare un’annata classica con ottime prospettive qualitative. Se agosto e settembre mantengono un andamento regolare, si prospetta un’annata di grande interesse che, per l’andamento climatico avuto finora, ricorda in parte quella del 2015.

Poggio al Tufo – Maremma Toscana. Probabile inizio raccolta delle uve per i vini rossi da metà settembre. Poggio al Tufo stima una produzione leggermente inferiore rispetto a quella del 2019 del 5-10%. Grazie a una primavera regolare e con una buona distribuzione delle piogge, la vite ha raggiunto un buon equilibrio vegetativo, senza particolari problemi di fitopatie.

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Paternoster - Basilicata – Si è rilevato un ottimo andamento vegetativo: le piogge sono cadute al momento giusto, intervallandosi sempre una decina di giorni l’una dall’altra, favorendo un corretto assorbimento da parte delle piante e una lineare attività vegetativa della vite. Non ci sono stati problemi fitosanitari ed ora, inizia una timida fase di invaiatura che ci fa pensare ad una vendemmia per fine ottobre. Altro dato molto importante per la qualità delle uve sono state le escursioni termiche tra il giorno e la notte, ben presenti già da fine luglio, cosi da dare turgore al grappolo.

Surani - Puglia – A livello quantitativo la produzione di questa annata è stata influenzata da una gelata che ha fortemente compromesso la fase di fioritura, in particolare per il Primitivo, così da avere basse rese a favore di una grandissima qualità. Non si sono rilevati problemi fitosanitari e l'andamento stagionale è stato corretto e lineare: il grande caldo è stato ben presente, ma il vento fresco di sera e le piogge frequenti, mai intense, hanno sempre aiutato la vite ad affrontare ogni fase fenologica.

 

 


Paternoster Vulcanico

La Falanghina perfetta da lasciar «maturare» in cantina
Il fascino dell’annata e dell’affinamento in botte non vale solo per i grandi rossi, che accrescono il loro appeal ed eleganza; nel mondo nel vino ci sono «esemplari» anche che acquistano charme, valore e soprattutto gusto con il trascorrere degli anni.
È un fatto noto per i grandi rossi, molto meno invece per i vini bianchi fermi: è infatti radicata la convinzione che i bianchi italiani debbano essere bevuti giovani, per conservare la freschezza e aromi immediati. Per molte etichette questo pensiero è corretto, per alcune invece vale la pena di aspettare anche qualche anno, affinché possano arricchirsi di sentori che renderanno il vino più complesso, profondo, evoluto.
Quali sono i vini bianchi capaci di invecchiare bene?
Una buona maturazione dipende da diversi fattori: alcuni vitigni sono più adatti ad affrontare il trascorrere del tempo e migliorano con gli anni, come, per esempio, la Falanghina o la Turbiana.
Contano gli anni delle viti,  minori rese nei vigneti affinché ci sia maggior concentrazione del frutto, la giusta maturazione, escursioni termiche importanti tra giorno e notte, una certa altitudine, il tipo di suolo, un buon livello di alcol, un’acidità elevata ma equilibrata e, infine, pochi ma accurati trattamenti in cantina per preservare le caratteristiche intrinseche di ogni vitigno e molta cura per le fasi di conservazione e di affinamento.
Un esempio luminoso viene da Paternoster Vulcanico, dove il tufo del Vulture mette in evidenza tutto ciò che sa fare. La matrice del suolo conferisce infatti a questa Falanghina una nota chiara e decisa, che poi si accresce verso una personalità ancora più spiccata ed unica, esattamente come sottolineato dalla cultura narrativa degli esperti.  A queste caratteristiche aggiungiamo la ben nota proprietà di essere fra i bianchi più predisposti all’”invecchiamento”, che proprio nel caso di Paternoster Vulcanico lascia intravedere tempi da record, anche dieci anni e oltre.

«Utilizziamo il ceppo flegreo – sottolinea Fabio Mecca, enologo di Paternosterche abbiamo impiantato nel 2002 su un terreno vulcanico simile a quello campano. Anche il nostro grappolo si presenta con una bella consistenza, spargolo ma con una giusta vigoria. La fondamentale differenza sta nell’altitudine: i nostri vigneti si collocano infatti a circa 600 metri di altezza, quindi più in alto di quelli campani. Le maggiori escursioni termiche influiscono in particolare sulle componenti aromatiche, che nel nostro caso sono molto articolate, rivelando una vitalità ed un’eleganza sorprendenti, soprattutto nelle note terziarie»

Una curiosità: l'idea primaria era stata quella della spumantizzazione con l’Assensi per continuare la tradizione aziendale, considerando che il mosto della Falanghina ha una importante acidità e che con il bilanciamento aromatico del vitigno si ottiene un prodotto notevole.
Dal 2016, con la spinta innovativa della Famiglia Tommasi, si è puntato anche su una versione ferma, selezionando i terreni maggiormente vulcanici e per quello si è dato il nome "Vulcanico" al vino.

«È stata una scelta giusta – continua Fabio Mecca -  in quanto, la matrice del suolo conferisce una nota chiara e decisa che sottolinea la sua provenienza, la nota maggiormente sorprendente è vedere come, le prime annate in bottiglia, aprendole ora conferiscono note di idrocarburi molto nette dando al vino una personalità ancora più spiccata ed unica, i vini sono ancora verticali ed intriganti lasciando intravedere una sorprendente longevità! Da dimenticare in cantina per qualche anno, da 5 a 20, alcune altre oltre. Se resistete…»