Giancarlo Tommasi enologo del Gruppo Tommasi Family Estates

Cosa accomuna la vocazione professionale per il vino ad una grande passione per la pesca sportiva? Probabilmente il rapporto con il tempo. La consapevolezza che ottimi risultati e grandi soddisfazioni si ottengono con la capacità di gestire con saggezza lo scorrere del tempo. Un principio che conosce bene Giancarlo Tommasi, classe 1974 e dal 2002 enologo responsabile delle tenute di famiglia.

Marito di Francesca, padre di Lodovica ed Elia, Giancarlo coltiva vari sport e, cosa fondamentale, è un paziente pescatore. Costanza, sensibilità, tenacia: sono questi i valori che Giancarlo applica in cantina esattamente come lungo i fiumi.
La cura di ogni aspetto dell’attività produttiva indica bene il pensiero e il metodo di lavoro di Giancarlo Tommasi: dallo studio dei terreni e delle esposizioni, per passare alla scelta del migliore sistema di impianto in base alle caratteristiche del luogo e degli obiettivi.
Fin dal suo ingresso in azienda ha promosso scelte agronomiche green sia nel trattamento delle vigne (per le concimazioni, i diradamenti, le potature, il diserbo e l’irrigazione) sia in fase di vendemmia, ad esempio tramite cernita manuale e raccolta notturna. Lo stesso avviene in fase di vinificazione, dove preferisce limitare al massimo gli interventi meccanici per privilegiare il più possibile quelli naturali.
In affinamento predilige le botti grandi di rovere di Slavonia che danno maggiore possibilità di evoluzione al vino. Una scelta che rientra bene nella “filosofia del tempo” di Giancarlo, perché queste botti rispettano il vino, non lo “forzano”, lasciando che il prodotto maturi nel modo più tranquillo.

Giancarlo ha avuto più volte modo di sottolineare i principi della sua filosofia:
<Un forte senso di appartenenza al territorio di origine mi spingono a valorizzare il patrimonio vitivinicolo di ogni singola area produttiva con scelte incentrate sul terroir e sulla vinificazione. Rispetto al massimo la tradizione, ma ritengo debba essere esaltata da vini moderni, che incontrano il gusto dei consumatori>.

Tommasi Giancarlo

> Esiste uno “stile Tommasi” nel fare vini e se sì, come lo definirebbe?
Lo stile Tommasi che accomuna tutti i vini che produciamo in cinque diverse regioni, Veneto, Lombardia, Toscana, Basilicata e Puglia si riconosce dal fatto che i nostri vini puntano a una qualità in cui viene esaltata più l’eleganza che la potenza. Vini di carattere, ma gradevoli, di pronta beva che accompagnino il piacere della tavola, lo stare insieme, la convivialità. A questa piacevolezza si aggiunge anche l’obiettivo di ottenere vini longevi, capaci di invecchiare bene, di evolvere, scoprendo a mano a mano la propria complessità.

Naturalmente, l’eleganza, in cui si riconosce lo stile Tommasi, parte sempre dalla valorizzazione dei singoli terroir, della loro identità naturale e culturale.

> Che ragioni vi hanno spinto ad investire nel Podere Casisano?
Quando nel 2015, abbiamo scelto il Podere Casisano, preferendolo ad altre due proposte, ci ha convinto la degustazione del vino che mostrava di avere delle grandi potenzialità. E ci siamo molto impegnati, come è nostra abitudine, nella preparazione e nella cura certosina delle vigne.

> In anni recenti avete apportato dei cambiamenti alla vostra coltivazione di Sangiovese Grosso e di che tipo?
Non abbiamo fatto cambiamenti sostanziali in questi anni se non il lungo e paziente lavoro di sistemazione delle vigne, che al momento dell’acquisizione necessitavano di un importante intervento di sistemazione e pulizia.
C’è una parcella di 3 ettari circa che abbiamo dovuto reimpiantare un anno fa a Sangiovese Grosso, per la quale abbiamo voluto testare il sistema di impianto a guyot, invece del tradizionale cordone speronato. Vedremo nei prossimi anni come si comporta questo tipo di allevamento della vigna per poi valutare un’eventuale conversione.

>In cosa si differenzia il vostro Brunello 2015 rispetto alle altre proposte sul mercato?
Il Podere Casisano si trova in una delle tre aree del Brunello, quella di sud-est, dove le uve di Sangiovese Grosso, grazie a una maggiore altitudine, godono di un clima più fresco, maturano più lentamente e hanno una bella acidità naturale.

Sono le condizioni giuste, insieme alla composizione del terreno, per ottenere dei vini che si fanno notare per la loro finezza.

>Prossime iniziative legate al Brunello 2015?
Quest’anno, ci concentreremo sulla promozione di un vino che è il frutto di cinque anni di intenso lavoro. Il primo appuntamento è la manifestazione a Montalcino “Benvenuto Brunello”. Seguiranno delle master class negli Stati Uniti e in Canada, dove siamo stati selezionati dal Consorzio del Brunello e dove sono previsti due incontri a marzo.