Paternoster presenta Bariliott

Il nuovo Aglianico del Vulture DOC creato per riscoprire il territorio vulcanico della Basilicata.

Un’interpretazione gioviale, giovane e fresca dell’Aglianico, pensata per raccontare a tutto tondo il territorio vitivinicolo del Vulture.

Barile, 23 giugno 2022 – Bariliott è un vino che parla del Vulture e di un territorio specifico. Già nell’etichetta dichiara la propria provenienza: “Bariliott”, ovvero “di Barile”. Barile è infatti il paese che ha dato i natali alla famiglia Paternoster, fondatrice dell’omonima cantina in Basilicata, divenuta icona del Vulture, il vulcano spento che domina la regione.
La famiglia Tommasi, subentrata nel 2016 con la maggioranza, ha voluto creare insieme all’enologo Fabio Mecca Paternoster un vino capace di inserirsi perfettamente nel progetto di sviluppo dell’azienda, in perfetta continuità con il lavoro in vigna e cantina, senza disperdere le fondamentali radici e tradizioni, che contraddistinguono la chiara identità e cifra stilistica di Paternoster, che si ritrovano nei vini: dal Bariliott la versione giovane e fresca dell’Aglianico, passando dall’eleganza del Sythesi, un aglianico che vuol essere appunto una summa delle caratteristiche dello stile Paternoster, fino al Don Anselmo, punta di diamante, prodotto d’eccellenza, che ha segnato la storia non solo della cantina, ma di un’intera regione vitivinicola.

Bariliott, 12.000 bottiglie per l’annata 2021, è un Aglianico del Vulture rosso rubino brillante, dai riflessi vivaci. Al naso si ritrovano intensi sentori di frutti rossi come ciliegia e prugna, mentre al palato presenta tannini in evidenza e una buona freschezza e sapidità, che lo rendono particolarmente piacevole e succoso con sentori di arancia sanguinella.
«Abbiamo utilizzato esclusivamente uve 100% Aglianico del Vulture di assoluta qualità, con un lavoro partito direttamente dalla vigna e proseguito in cantina facendo esprimere il vitigno al massimo e rendendolo malleabile. Un lavoro portato avanti seguendo la filosofia Paternoster – afferma Fabio Mecca, enologo di Paternoster e nipote di Anselmo PaternosterPer il Bariliott abbiamo scelto vigneti di età media compresi tra i sei e gli otto anni, allevati a guyot secondo il metodo biologico. In cantina è stata successivamente eseguita una vinificazione classica in rosso con fermentazione e macerazione per 12/15 gg in acciaio con follature manuali giornaliere e costante controllo della temperatura. Si è poi proseguito con una fermentazione malolattica in acciaio, affinamento 50% della massa in tino di Rovere di Slavonia per 12 mesi e un affinamento finale di 6 mesi in bottiglia. Il tutto per ottenere un risultato finale ottimale: un’interpretazione fresca dell’Aglianico ma perfettamente rappresentativa del Vulture e dei suoi vini».

La regione vitivinicola del Vulture è caratterizzata da un suolo di tufo poroso generato da un’eruzione di oltre 130 milioni di anni che ha tratto i confini dell’ora esistente DOC Aglianico, sovrastata dal Monte Vulture, autentico simbolo di questo territorio a nord della Basilicata.

«Abbiamo voluto raccogliere la storia, le tradizioni di più di 90 vendemmie che si intrecciano con la realtà di Paternoster e fonderle insieme in una versione fresca e giovane di Aglianico. – spiega Piergiorgio Tommasi, Tommasi Family EstatesQuesta regione della Basilicata ha un enorme potenziale in costante crescita, tale grazie alla famiglia Paternoster che da ormai più di tre generazioni ha investito nel Vulture. Noi Tommasi siamo fieri di questa collaborazione e di questa unione di intenti, che trova il suo culmine nel trasmettere al mondo la forza di questo terroir tanto sfidante quanto speciale, il Vulture, appunto, caratterizzato da un suolo vulcanico capace di dare vita a vini intensi, dall’identità precisa, a cui abbiamo voluto dare un’interpretazione moderna e gioviale: il nostro nuovo Bariliott».

Vedi scheda tecnica

Paternoster in numeri:

Posizione: 620 m s.l.m.
Superficie totale: 20 ettari, di cui 18 ettari Aglianico e 2 ettari Falanghina.
Sistema e densità d’impianto: guyot.
Resa media: 70 quintali per ettaro.
Numero bottiglie: 120.000.
Quota mercati Italia / Estero: 60/40.

Scopri cosa dicono di Paternoster!

TOMMASI FAMILY ESTATES

Una famiglia e un gruppo che lavorano per il presente e il futuro del vino italiano. Tommasi rappresenta la storia della Valpolicella e non solo. Con sei tenute vitivinicole in cinque regioni – Tommasi in Veneto, Caseo in Lombardia, Casisano a Montalcino e Poggio al Tufo in MaremmaToscana, Surani in Puglia e Paternoster in Basilicata – oltre a una partenership nel Chianti Classico con La Massa – il gruppo ha l’obiettivo di creare grandi vini, valorizzando il terroir. Completa il quadro il progetto culturale e vitivinicolo De Buris, legato al territorio della Valpolicella Classica, al recupero di Villa De Buris e all’Amarone Classico docg Riserva.

Quattro generazioni di pionieri, esploratori, precursori e soprattutto visionari, attenti al valore della qualità in ogni fase produttiva, rispettosi dei procedimenti tradizionali ma aperti alla sperimentazione.
Con l’esperienza e il sapere unici coltivati e custoditi nel tempo, la Famiglia Tommasi intende valorizzare ogni territorio, legandosi a un percorso di sostenibilità e di ospitalità.

La cura per l’accoglienza si esprime attraverso le strutture di Villa Quaranta in Valpolicella, Albergo Mazzanti e Caffè Dante Bistrot a Verona e Agriturismo Poggio al Tufo a Pitigliano, Maremma Toscana.


Pierangelo Tommasi è il nuovo presidente de Le Famiglie Storiche

Le "Famiglie Storiche" eleggono il nuovo presidente dell'associazione e quello dell'Antica Bottega del Vino

Pierangelo Tommasi è ora alla guida di Le Famiglie Storiche, subentrando ad Alberto Zenato, che ha concluso il suo mandato triennale da Presidente. Allo stesso tempo, Sabrina Tedeschi è stata eletta alla guida dell'Antica Bottega del Vino, dopo Tiziano Castagnedi.

Verona, 3 giugno 2022

Pierangelo Tommasi è il nuovo Presidente de “Le Famiglie Storiche”. Dopo tre anni alla guida del gruppo, Alberto Zenato ha consegnato a Pierangelo Tommasi (dell’azienda intitolata alla sua famiglia) il testimone della guida dell’Associazione che nasce nel 2009 e che oggi annovera tredici storici produttori di Amarone (Allegrini, Begali, Brigaldara, Guerrieri Rizzardi, Masi, Musella, Speri, Tedeschi, Tenuta Sant’Antonio, Tommasi, Torre d’Orti, Venturini e Zenato). Tommasi avrà come vicepresidenti Giuseppe Rizzardi della società Guerrieri Rizzardi e Luca Speri dello studio Speri, con Alberto Zenato e Marilisa Allegrini come membri del Consiglio.

“La scelta di Pierangelo Tommasi rappresenta una naturale successione all’interno dell’associazione, che prevede l’alternanza delle Famiglie nelle cariche di Presidente e Vicepresidente: anche questo riflette il fatto che siamo un gruppo unito e coeso, ognuno con il proprio stile , ma con in comune la stessa filosofia di produzione”

afferma il presidente uscente Alberto Zenato, succeduto egli stesso ai past presidenti Sandro Boscaini, Marilisa Allegrini e Sabrina Tedeschi.

Pierangelo Tommasi rileva un’associazione estremamente dinamica – le sue attività non si sono nemmeno fermate durante la pandemia – e si prepara già ad affrontare un autunno ricco di eventi sia in Italia che all’estero.

“Ringrazio Alberto Zenato per aver portato avanti così mirabilmente il lavoro e l’attività dell’Associazione in un momento storico più difficile di qualsiasi altra la nostra generazione abbia vissuto. Sono onorato di presiedere questo gruppo di stimati colleghi e amici – aziende storiche e custodi del nostro terroir – e continuare a seguire il percorso iniziato tredici anni fa, con l’obiettivo di testimoniare i valori che condividiamo, oltre a quelli di una denominazione diversa da tutte le altre al mondo. Lo faremo con molte attività in Italia e all’estero, sviluppando l’incoming verso le nostre aziende e il networking con altre realtà della nostra regione”.

Contestualmente all’elezione del Presidente de Le Famiglie Storiche si è svolta anche quella per la direzione esecutiva (anche per un triennio) dell’Antica Bottega del Vino che, dal 2010, è di proprietà de Le Famiglie Storiche Famiglie Storiche. Questo ristorante ha radici che risalgono al Cinquecento, e ancora oggi, grazie alla sua storia, alla sua carta di piatti tipici veneti e alla sua straordinaria carta dei vini, rimane ancora oggi un punto di riferimento per la città di Verona e per l’Italia, oltre ad essere famoso in tutto il mondo. La nuova Presidente è Maria Sabrina Tedeschi, che succede a Tiziano Castagnedi, che era in carica per i tre anni precedenti. Francesco Allegrini sarà il suo vicepresidente, Giacomo Boscaini e Antonio Cesari saranno consiglieri.

Pierangelo Tommasi – Presidente Le Famiglie Storiche

Pierangelo Tommasi è uno dei nove membri della quarta generazione della famiglia Tommasi, che oggi gestisce Tommasi Family Estates. Terminati gli studi, Pierangelo inizia subito a lavorare a tempo pieno in azienda, ricoprendo vari ruoli, da magazziniere a coordinatore di visite e degustazioni per i visitatori stranieri in cantina, prima di occuparsi dei mercati esteri. L’esperienza maturata (non solo come Direttore Export), ma anche il fatto di essere coinvolto in diversi dipartimenti dell’azienda, comprese nuove acquisizioni e strategie di sviluppo, lo hanno portato a diventare oggi Direttore Esecutivo del gruppo di famiglia.

Pierangelo ha ereditato la passione per il vino dal padre e dagli zii, con i quali ha visitato i vigneti sin da ragazzo, partecipando alle vendemmie e assorbendo le virtù del rigore e della lealtà. Pierangelo è felicemente sposato, con due figli e un cane, e – oltre al vino – ha un grande amore per il calcio, sia da giocatore che da tifoso.

Maria Sabrina Tedeschi – Presidente dell’Antica Bottega del Vino

Maria Sabrina Tedeschi si è laureata presso l’Università Statale di Milano in Scienze e Tecnologie Alimentari, e durante il suo corso ha svolto uno stage presso l’Università di Enologia di Dijon (in Borgogna in Francia). Dopo gli studi ha lavorato come docente di enologia e ricercatrice presso la Fondazione Mach di San Michele all’Adige (TR). Successivamente prevale la passione per il suo territorio e la voglia di sviluppare l’azienda di famiglia (Società Agricola F.lli Tedeschi) e così, nel 2000, torna in Valpolicella per lavorare al fianco dei fratelli Riccardo e Antonietta e del padre Lorenzo.

Oggi è responsabile del dipartimento Marketing e Comunicazione dell’azienda, oltre a occuparsi del mercato export nei paesi dell’Europa, dell’Est e dell’Estremo Oriente. Nel triennio 2016-2019 è stata Presidente de Le Famiglie Storiche. È membro dell’Associazione Le Donne del Vino.

Le Famiglie Storiche è l’Associazione nata nel giugno 2009 dall’unione di 10 produttori storici della Valpolicella. Oggi conta 13 soci, tutte prestigiose cantine che da diverse generazioni sono ambasciatrici attive del “mondo dell’Amarone”: Allegrini, Begali, Brigaldara, Guerrieri Rizzardi, Masi, Musella, Speri, Tedeschi, Tenuta Sant’Antonio, Tommasi, Torre D’Orti, Venturini e Zenato. Queste Famiglie, che insieme portano a compimento un patrimonio consolidato da ciascuna di loro nel corso del tempo, nonché un impegno costante per la qualità nella promozione dell’eccezionale vino che porta il nome di Amarone, affondano tutte le loro radici nei valori fondamentali di storia e artigianalità, espressa in mille modi diversi. I loro sforzi sono volti a far conoscere e salvaguardare non solo i loro vini, ma anche una delle zone di produzione vinicola più strategiche d’Italia, la Valpolicella.

Le Famiglie Storiche rappresentano:

Storia: appartengono da moltissimi anni al mondo della Valpolicella e vi sono profondamente radicati.

Passione: più che semplici viticoltori, sono custodi del loro terroir.

Un Progetto: l’Associazione nasce con il preciso obiettivo di testimoniare i valori di un territorio e di una denominazione che non hanno eguali in nessuna parte del mondo.


Vinous premia Tommasi

Vinous ha pubblicato il report sui vini Valpolicella di Eric Guido.

Vinous è la visione di Antonio Galloni di una moderna pubblicazione di vino. Il team di rinomati critici e scrittori di Vinous offre una copertura approfondita di nuove uscite, retrospettive e verticali di vini più vecchi.

Siamo felici e orgogliosi di condividere i grandi riconoscimenti meritati e ciò che Eric Guido ha scritto sui nostri vini.

Scarica i premi

96 | DE BURIS AMARONE DELLA VALPOLICELLA CLASSICO DOCG RISERVA 2010

L’Amarone della Valpolicella Riserva De Buris 2010 avvolge con un mix intenso e speziato di agrumi, amarene, cipria e cioccolato fondente. Mi piace il passaggio in bocca, con un accento erbaceo che bilancia i suoi ricchi frutti. Si tratta di un vino morbido ma verticale, poiché l’acidità aggiunge equilibrio, saturando il palato con spezie intense, mentre diventa piuttosto minerale sul finale. È giovane e denso e con un potenziale sorprendente, lasciando il palato ricoperto di tannini netti, quasi limosi, insieme a sentori di liquirizia e spezie amare. Il 2010 è semplicemente stupendo e con il potenziale di affinamento da due a tre decenni o più.

95 | AMARONE DELLA VALPOLICELLA CLASSICO RISERVA CA’ FLORIAN 2013

Masse di ciliegie pressate, fiori secchi, cannella, chiodi di garofano e polvere di nocciolo creano un bouquet seducente mentre l’Amarone della Valpolicella Classico Riserva Ca’ Florian 2013 sboccia nel bicchiere. È vellutato ed elegante con sentori di frutti rossi scuri e spezie che si intrecciano con un’intensa mineralità e tannini fini. Lascia lavanda, liquirizia e cioccolato fondente per tutto il finale. Questo è un vino strutturato e interessante. Wow, il 2013 Ca’ Florian è davvero eccezionale!

92 | AMARONE DELLA VALPOLICELLA CLASSICO 2017

L’Amarone della Valpolicella Classico 2017 si apre con una freschezza balsamica, al naso si percepiscono sentori di bacche rosso vivo e fiori secchi. Ha un carattere vellutato e minerale, con profondità di frutti rosso scuro e spezie, tutti evidenziati da un’acidità intensa,  creando un vino altamente bevibile, mentre sviluppa toni con sentori di rosa verso la chiusura. È strutturato ed elegante, con accenti di frutti scuri ed erbe aromatiche. Un Amarone potente e profondo.

Giancarlo Tommasi, enologo

91 | VALPOLICELLA CLASSICO SUPERIORE RAFAEL 2019

Più sapido che dolce e con erbe selvatiche, ha aromi di foglia di pomodoro, pietra focaia e sentori di lavanda, che riempiono il bicchiere mentre sboccia il Rafael Valpolicella Classico Superiore 2019. È setoso ma succoso e straordinariamente fresco con ciliegie croccanti e una sfumatura amara di spezie. Finale lungo, speziato e minerale, accompagnato da frutti scuri e spezie esotiche. Sapido, intenso e con solo il 12% di gradazione alcolica, il Rafael 2019 è un Valpolicella Classico splendido e di carattere.

90 | LUGANA RISERVA LE FORNACI 2018

Il Lugana Riserva Le Fornaci 2018 si apre lentamente, mentre nel bicchiere si forma un invitante bouquet di pietra focaia, mele verdi e fiori esotici. Ha una consistenza vellutata con un corpo medio, con sfumature agrumate e fiori bianchi che si inarcano attraverso il palato. La vivace acidità mantiene una freschezza e una precisione sorprendenti per tutto il tempo. Questo Lugana Riserva 2018 ha un finale sia lungo che incredibilmente fresco, con una nota di clorofilla difficile da descrivere, ma sorprendente. Sono curioso di vedere cosa potrebbe rivelare da qui a uno o due anni di invecchiamento.


Tommasi e Architetti Verona per la nuova cantina Le Fornaci Lugana

TOMMASI e ARCHITETTI VERONA
firma del protocollo d’intesa per l’avvio di
un Concorso di progettazione
per la realizzazione
della nuova cantina di produzione de Le Fornaci Lugana a Desenzano del Garda

Tommasi lancia il Concorso di progettazione per la realizzazione della nuova cantina di produzione ed accoglienza nel territorio del Lugana. Il progetto Le Fornaci Lugana dopo il lancio dei vini Lugana doc, Lugana doc Riserva e Rosé prende finalmente forma con la costruzione di una cantina destinata alla vinificazione ed una struttura dedicata alla ospitalità e all’enoturismo, con un punto di degustazione e ristoro dedicato a tutti gli appassionati.

Mercoledì 13 aprile la firma del protocollo d’intesa tra la Famiglia Tommasi, storici produttori della Valpolicella Classica con tenute nei territori vitivinicoli italiani più importanti, e l’Ordine degli Architetti PPC della Provincia di Verona. A siglare l’accordo, che segna la prima esperienza veronese di intesa tra una committenza di tipo privato e l’Ordine degli Architetti veronesi, Dario Tommasi, presidente di Tommasi Family Estates, e Matteo Faustini, presidente degli Architetti di Verona.

IL PROTOCOLLO – Si tratta nello specifico della sottoscrizione di un protocollo di intesa per la realizzazione di un concorso di progettazione secondo la procedura prevista dalla piattaforma del Consiglio Nazionale degli Architetti (C.N.A.P.P.C.). Procedura già sperimentata felicemente nel veronese con il progetto dello SkatePark del Comune di Verona, del “Complesso Scolastico G.B. Cavalcaselle” nel Comune di Legnago, della scuola secondaria di primo grado del Comune di Cavaion Veronese – in corso di svolgimento.

IL PROGETTO – La progettazione è finalizzata alla costruzione di una cantina per la lavorazione, promozione, commercializzazione e degustazione dei vini Le Fornaci Lugana doc, Lugana doc Riserva e Rosé, da realizzarsi nel territorio del Comune di Desenzano sul Garda, a brevissima distanza dal centro di Sirmione sul Garda.

«Il Lugana è un vino elegante e intenso, che racchiude i profumi delicati e freschi del Lago di Garda – commenta Dario Tommasi, presidente Tommasi Family Estates –. È anche un vino storico, capace di esprimere le qualità di un territorio unico che la nostra famiglia, da generazioni, è impegnata a valorizzare. Il progetto Le Fornaci, con vini e la struttura della cantina che verrà, è nato proprio per questo: per rendere omaggio a paesaggi incredibili e a una regione vinicola tra le più vocate d’Italia attraverso i vini che produciamo, l’enoturismo e soprattutto quella cultura dell’ospitalità che da sempre ci contraddistingue».

«Le cantine oggi non sono solo edifici funzionali alla produzione ma veri e propri luoghi da vivere, aperti agli operatori e al territorio. Sono progetti che vanno inseriti in un preciso contesto ambientale e paesaggistico. In questa direzione, la scelta del concorso di progettazione quale strumento di “selezione” del progetto da realizzarsispiega Matteo Faustini, presidente degli Architetti di Veronamette al centro dell’importante investimento previsto dall’azienda la qualità del progetto e il ruolo della figura professionale dell’architetto. Da sottolineare ancora una volta, dunque, la bontà e la valenza di questo strumento, che oggi coinvolge, sulla scia degli esiti ottimi sul fronte pubblico, anche una realtà territoriale privata di primaria importanza come Tommasi».

Tenuta Le Fornaci

La Tenuta Le Fornaci abbraccia tre vigneti principali, dislocati in differenti aree del Lugana doc per un totale di 45 ettari: due parcelle situate nell’entroterra e una più grande verso il Lago di Garda, tutte nel comune di Desenzano.

I vigneti, impiantati solo con il vitigno tipico, la Turbiana, sono allevate a guyot con un’alta densità (circa 5.000 ceppi per ettaro). La parcella verso il lago è su un terreno a base calcarea, variamente stratificata e argillosa, mentre le parcelle dell’entroterra hanno una composizione più sabbiosa e ricca di limo. Il terreno è compatto in tempi di siccità, molle e fangoso dopo la pioggia. Queste caratteristiche costituiscono il patrimonio organolettico del Lugana, regalando al vino profumi vigorosi, netti, tra la mandorla e l’agrume, oltre ad acidità, sapidità e a una struttura ben equilibrata


Tommasi approda in Sicilia e sbarca nel territorio dell’Etna

15 ettari completamente dedicati alle denominazioni Etna Rosso doc ed Etna Bianco doc
sono l’ultimo investimento della Famiglia di Viticoltori Veronesi,
che celebra così il 120° Anniversario dalla fondazione.

Si trova in una posizione incantevole a 570 metri sul livello del mare, nel piccolo paese di Linguaglossa, nel Parco Naturale dell’Etna, a pochi chilometri da Taormina, l’azienda vitivinicola, nata agli inizi del Novecento, che la Famiglia Tommasi ha acquisito in occasione del 120° anniversario dalla fondazione. Un nuovo progetto per una delle più dinamiche famiglie del vino italiano, in uno dei territori più prestigiosi e rinomati per la produzione di grandi vini.

La tenuta copre 15 ettari, coltivati a Nerello Mascalese e Carricante per la produzione rispettivamente di vini delle denominazioni di origine controllata Etna Rosso ed Etna Bianco e si trova in un contesto naturale dalla bellezza mozzafiato, che comprende panorami sul mare e la sorprendente vista di un’enorme creazione naturale in pietra lavica, battezzata Pietracannone. Nella tenuta si trova anche una cantina per la vinificazione e l’affinamento di 1.500 mq.

«Da 120 anni abbiamo l’ambizioso obiettivo di raccontare l’Italia attraverso le sue eccellenze vitivinicole e di esserne stimati ambasciatori in tutto il mondo – afferma il presidente Dario TommasiL’Etna rappresenta oggi uno dei territori più interessanti e stimolanti sia dal punto di vista della produzione che di mercato. Siamo orgogliosi di poter aggiungere al nostro portfolio questa denominazione alle altre che già rappresentiamo come la Valpolicella Classica, Lugana, Montalcino, il Vulture.»

L’accordo è stato siglato con la Famiglia Bambara-De Luca, storici albergatori di Taormina, che afferma:

«Conosciamo la Famiglia Tommasi da tempo e apprezziamo la loro unione familiare, che coniugata a laboriosità e competenza, ne hanno consentito traguardi importanti che vanno ben oltre la Valpolicella Classica. La famiglia Tommasi, come la nostra, ha sempre avuto la vocazione all’accoglienza e all’ospitalità. Ci siamo trovati immediatamente sulla stessa lunghezza d’onda, con una visione comune di valorizzazione del territorio e delle sue ricchezze. Questa collaborazione, sono certa, darà ulteriore lustro all’Etna e a tutto il comparto enoturistico

Con quest’ultima acquisizione, diventano in totale 780 gli ettari vitati sotto il controllo della Famiglia Tommasi. Continua dunque l’epopea di una grande famiglia del vino italiano, erede del sogno di un contadino appassionato e visionario. Una storia fatta di impegno, concretezza, stile e voglia di sperimentare.


Casisano: eccezionali le annate del secolo 2015 e 2016; la 2017 si conferma ottima

Casisano si conferma fra i migliori Brunelli degustati dalla critica nazionale e straniera.
Le ultime annate in commercio di Rosso, Brunello e Colombaiolo Brunello Riserva donano valore aggiunto al territorio. Vini di antico lignaggio interpretati con mano contemporanea. La complessità si fa lineare e raffinata.

Le annate 2015 e 2016, definite “le annate del secolo” dalla critica enologica, hanno decretato in tutto il mondo il successo di  i vini di Casisano, un progetto ed una realtà a cui la famiglia Tommasi con l’enologo Emiliano Falsini ha creduto con fermezza e determinazione.
Bene anche per il Brunello 2017, che ha ottenuto critiche e punteggi molto buoni, così come il Rosso di Montalcino 2020, BEST BUY per Wine and Spirit Magazine.
Vini che esprimono una pulizia al naso immediata, freschezza e acidità. Setosi e dalla grande capacità evolutiva.

2016201720152020
Casisano Brunello
di Montalcino docg
Casisano Brunello
di Montalcino docg
Casisano Colombaiolo Brunello di Montalcino Riserva docgCasisano Rosso
di Montalcino doc
94/100 James Suckling91/100 Decanter
BEST VALUE
94/100 Wine Spectator90/100 Wine&Spirits
94/100 Falstaff91/100 James Suckling93/100 DecanterBEST BUY
93/100 Wine Spectator90/100 Vinous92/100 Wine&Spirits
93/100 Vinous3 Bicchieri Gambero Rosso
91/100 Wine Advocate
91/100 Wine& Spirtis

CASISANO AWARDS

Obiettivo microzonazione
«Il podere – spiega Giancarlo Tommasi – si sviluppa su 53 ettari, di cui 22 vitati: 9 dedicati alla produzione di Brunello, 7 a quella di Rosso e 6 alla denominazione Sant’Antimo. Vigneti a 500 metri sul livello del mare e con un’esposizione a sud-est che ci permettono di perseguire obiettivi di alto profilo, vini con le nostre caratteristiche che sanno raccontare il territorio. Ci stiamo facendo un’azienda su misura, che punta sulla microzonazione. Tommasi dove investe vuole valorizzare il territorio. E qui è unico».

Eleganza e unicità
«Casisano – sottolinea Emiliano Falsini – è un cru all’interno della denominazione. Solo attraverso un’enologia rispettosa, poco invasiva e minimalista è possibile esaltare la tipicità e il legame con il territorio. I vini devono parlare un linguaggio fatto di carattere, eleganza e unicità».


Tommasi si riconferma nella top 130 di Wine Spectator per OperaWine 2022

Presente sin dalla prima edizione, Tommasi è confermato anche per l’edizione 2022 di OperaWine.
De Buris Amarone della Valpolicella Classico Docg 2010 Riserva è stato selezionato Wine Spectator fra i migliori vini che rappresentano il territorio Veneto e l’Italia

Si conferma un’eccellenza del Made in Italy il brand De Buris della famiglia Tommasi: De Buris Amarone della Valpolicella Classico docg Riserva 2010, perla enologica della Valpolicella Classica, è stato selezionato dalla prestigiosa rivista del mondo del vino Wine Spectator, e sarà presente Sabato 9 Aprile a OperaWine 2022.

Torna il prossimo 9 aprile la vetrina mondiale del vino italiano. A dieci anni dalla prima edizione, OperaWine presenta i migliori vini italiani ai compratori che arriveranno a Verona per il Vinitaly.
La grande fiera torna dal 10 al 13 aprile 2022, dopo due anni di interruzione a causa del Covid, OperaWine la precede di un giorno. È l’evento più internazionale, organizzato da VeronaFiere e da Wine Spectator, la rivista americana di riferimento per il settore.

Il mondo del vino sta attraversando un momento storico unico per quanto riguarda la “nuova normalità” in evoluzione, in equilibrio tra le sfide e le opportunità presentate dalla pandemia e il contrasto tra innovazione e conservazione della tradizione.
Gli stessi elementi esistono nello stile di Piet Mondrian, un artista che ha cercato l’armonia per tutta la vita. Il concept di OperaWine2022 prende ispirazione dal suo lavoro, con un’edizione che punta a guardare alla rinascita e, soprattutto, all’equilibrio.


Tommasi Run

Domenica 20 marzo 2022
sportivi, appassionati, famiglie, amanti dell’aria aperta e della Valpolicella, Vi  aspettiamo tutti in cantina per la prima edizione della TommasiRun!

TommasiRun è una corsa non competitiva di 10 chilometri nel cuore della Valpolicella aperta a tutti!
Partenza ed arrivo dalla nostra Welcome Area, di Pedemonte.
Un’occasione unica per correre o passeggiare sulle colline della Valpolicella Classica e poi visitare la nostra cantina con Magnifica, la botte più grande del mondo.

Apertura iscrizioni 1 marzo 2022 – La partecipazione è GRATUITA
Fai attenzione, i posti sono solo 200!

ISCRIVITI

PROGRAMMA

Ore 08:30 Ritrovo
Il ritrovo è previsto per le ore 8.30 presso la Cantina Tommasi, in via Ronchetto, 4 37029 Pedemonte – Verona

Ore 09:00 Partenza
La partenza è prevista alle ore 9 direttamente dalla Cantina Tommasi, che sarà anche punto di arrivo.

Ore 11:30 Fine percorso
Fine percorso con visita della Cantina di affinamento, dove verrà offerto un calice di vino a tutti i partecipanti.

Ore 12:00 Estrazione premi
Partecipa all’estrazione finale, in palio la partecipazione ad Amarathon 2022.

SCOPRI TOMMASI RUN

TommasiRun è organizzata in collaborazione con AMARathON, quest’anno giunta alla sua  5^ edizione.

Tra il verde dei vigneti della Valpolicella, tradizione enogastronomica e divertimento si incontrano, un appuntamento ludico e sportivo dedicato a tutti.

AMARATHON

Tommasi Family Estates: premi, resoconto 2021 e obiettivi 2022

Tommasi Family Estates: en plein di premi e riconoscimenti confermano la realtà di riferimento nel panorama enologico nazionale ed eccellenza del Made in Italy nel mondo. Si guarda con ottimismo al 2022, che segna il 120^ anniversario dalla fondazione con nuovi progetti e investimenti in pipeline

La Famiglia Tommasi fa un bilancio dell’anno trascorso e guarda al futuro. Ottimismo per i prossimi mesi e obiettivi chiari: crescita sostenibile, sviluppo del mercato nazionale e potenziamento dell’estero.

Si conferma un’eccellenza del Made in Italy la produzione delle tenute Tommasi Family Estates: ottimi i riconoscimenti delle principali guide italiane e i riconoscimenti dalla critica di settore internazionale. De Buris Amarone della Valpolicella Classico docg Riserva 2010, perla enologica della Valpolicella Classica, ha fatto incetta di premi dalla critica italiana dai 3 bicchieri del Gambero Rosso, alla Corona di Vinibuoni, alle 4 Viti Ais, ai 5 Grappoli Bibenda, passando dal Platinum Award di Merano, fino ai Faccini di Cernilli Doctor Wine e alle 3 stelle oro di Veronelli, senza dimenticare un ottimo posizionamento nei Top 100 di Vivino, la più grande community del vino del mondo, e le ottime recensioni della più prestigiosa critica internazionale a partire dai 96 punti di Wine Advocate – Robert Parker Wine Spectator, passando per James Suckling e Decanter, che ha recensito con 92/100 anche il nuovo Le Fornaci Lugana Riserva doc 2018, che ha meritato anche le 4 Rose Camune dall’ AIS Lombardia. Ottimo anche il percorso d’eccellenza del progetto a Montalcino con il Casisano Colombaiolo Brunello docg Riserva 2015, che oltre ai 3 Bicchieri del Gambero Rosso, guadagna ottime critiche e punteggi dalla stampa italiana e straniera, così come l’icona del Vulture, il Don Anselmo Aglianico 2016 di Paternoster, che si conferma sempre nelle prime posizioni di tutte le classifiche di gradimento dai 3 bicchieri del Gambero Rosso fino ai 94/100 di Vinous.

PREMI

Forte dei successi della critica e a conclusione del positivo anno trascorso, l’azienda vitivinicola con sede a Pedemonte di Valpolicella, ha analizzato l’anno trascorso e posto gli obiettivi strategici per i prossimi mesi: consolidamento dell’azienda, investimenti, sostenibilità e crescita sul mercato nazionale ed estero sono le parole chiave della Famiglia Tommasi.

«Il 2021 è stato senza dubbio un anno complicato per la gestione della mancanza delle materie prime, la difficoltà di programmazione, ma sen senz’altro di ripresa. Si è chiuso molto più positivamente del 2020 grazie al rilancio del comparto Ho.Re.Ca in Italia e nel mondo, alle solide relazioni con i nostri partner commerciali, alla grande collaborazione dei nostri stakeholders e soprattutto grazie alla grande capacità di adattamento e flessibilità, che abbiamo dimostrato con la squadra dei nostri collaboratori». Con queste parole il presidente Dario Tommasi commenta l’anno che sta per chiudersi, con uno sguardo già rivolto al 2022: «Sono fiducioso che nel nuovo anno continuerà il positivo andamento che abbiamo registrato negli ultimi mesi e ritengo possibile un ritorno ai livelli pre-pandemia entro la metà del 2022. Per la nostra azienda i comparti di Ho.Re.Ca e Retail incidono sul business aziendale per il 50% ciascuno: ciò dà misura di quanto sia stato complesso uscire dal 2020 senza l’apporto della ristorazione. Il 2021 ha segnato una netta svolta e il Paese ha fortunatamente raggiunto una consapevolezza e maturità tale da scongiurare nuove chiusure: non posso quindi che essere positivo circa i mesi che verranno».

Obiettivi 2022/23

Il direttivo di famiglia ha ben chiari gli obiettivi che attendono l’azienda:
«Il prossimo anno festeggeremo il 120^ anniversario dalla fondazione della nostra azienda. Siamo figli e nipoti di un mezzadro appassionato e visionario, orgogliosi delle nostre radici e negli anni abbiamo sempre lavorato con l’ambizione di diventare una delle realtà più riconoscibili del panorama enologico nazionale – continua Dario Tommasi e continueremo su questa strada: consolidarci nelle Regioni, in cui siamo presenti diventa prioritario, promuovendo investimenti nelle nostre aziende per migliorare l’efficienza dei processi produttivi, la qualità dei nostri vini, le strutture dedicate all’ospitalità, per noi essenziali, in un’ottica di sostenibilità economica e attenzione all’ambiente. Parallelamente continueremo con energia il grande lavoro che stiamo facendo sia in Italia che sui mercati esteri con l’obiettivo di avere il marchio Tommasi riconosciuto come emblema dell’eccellenza del Made in Italy nel mondo».

I progetti in pipeline per il 2022 sono diversi, seppur rallentati quest’anno dall’emergenza sanitaria. Ciò non ha impedito, l’inizio dei lavori di costruzione della nuova cantina di Tenuta di Caseo, nell’Oltrepo’ Pavese, che termineranno il prossimo anno, così come l’ampliamento della cantina di produzione di Casisano a Montalcino, la ristrutturazione della cantina storica del Barone Rotondo entro 2023, nella proprietà Paternoster a Barile, nel Vulture lucano e il rinnovo e l’ampliamento di Villa Quaranta Tommasi Wine hotel & Spa con nuove stanze e servizi sempre più esclusivi, in un’ottica di sviluppo dell’accoglienza enoturistica con progetti sempre più in sinergia con la cantina.

Sostenibilità

Il 2022 sarà dunque un anno decisivo per la crescita di Tommasi Family Estates, una crescita che dovrà essere sostenibile.

«Vogliamo che il nostro lavoro quotidiano sia sempre più orientato in un’ottica di ricerca e promozione della sostenibilitàcommenta sempre Dario Tommasi – Ciò significa, concretamente, riporre grande attenzione al lavoro in vigna, in cantina e nelle diverse fasi di produzione attraverso strumenti e tecniche che sappiano realmente tutelare e rispettare l’ambiente in cui operiamo, senza il quale, ricordiamolo, non potremmo fare quello che più ci piace di più, ovvero grandi vini. Faccio un esempio: un piano che prevede un cospicuo risparmio energetico e l’utilizzo di bottiglie a vetro leggero sono parte un progetto più ampio e profondo, a cui la nostra azienda sta già lavorando per lo sviluppo sostenibile di tutti i processi produttivi».

Sostenibilità che comprende l’inclusività dei collaboratori, dei partner, degli stakeholder e anche il supporto al territorio, in chiave sociale oltre che economica:

«Da sempre la nostra Famiglia è molto legata alla Valpolicella, a Verona e al Lago di Garda, luoghi che consideriamo “casa”; collaboriamo con le Istituzioni locali e le diverse realtà culturali per valorizzare luoghi unici, icone del nostro Paese, quest’anno segnalo in particolare con il progetto 67 colonne per l’Arena, il sostegno al Teatro Stabile di Verona, la collaborazione con Art Verona. Il nostro sostegno è rivolto anche a tutti i territori in cui siamo presenti. In tal senso il binomio viticultura-ospitalità continuerà a essere molto forte, e la promozione enoturistica rilevante in tutte le scelte aziendali che vedranno dal prossimo anno coinvolte le nostre tenute.»

Mercati

C’è tanta Italia nella crescita di Tommasi Family Estates e anche il 2022 sarà orientato al consolidamento del mercato nazionale, oltre allo sviluppo dell’azienda sui mercati esteri.

«Il mercato nazionale per noi è molto importante – afferma Dario Tommasi – perché solo se siamo forti a casa possiamo essere stimati ambasciatori del Made in Italy all’estero. La distribuzione in Italia oggi rappresenta circa 20% del nostro fatturato ed il resto è spartito oggi su 80 mercati stranieri che curiamo con dedizione; alcuni cardine e storici come Nord America e Nord Europa e rappresentano, il 30% circa del business estero complessivo. Si tratta di mercati molto maturi, dove c’è grande interesse per il vino e in particolare per le denominazioni storiche. Ci sono poi aree molto interessanti e per certi versi sorprendenti, come Islanda, Polonia, Romania e in generale l’Est Europa, mercati in grado di assorbire vini di valore. Grazie ai nostri importatori è stato svolto un meticoloso lavoro nel canale Ho.Re.Ca che continua a dare soddisfazioni anche in Asia,  in particolare Korea del Sud e Giappone. L’entrata in produzione di nuovi vigneti presso le  tenute in Lugana, Maremma Toscana, Puglia e Umbria nel 2022 e nel 2023 ci garantisce spazio per crescere e consolidare tutti i mercati, che continueremo a seguire con viaggi ed attività mirate di marketing e comunicazione.

Crescita, investimenti, sostenibilità e accoglienza sono dunque le parole chiave per Tommasi Family Estates per il 2022, che si preannuncia un anno cruciale per lo sviluppo dell’azienda.

Il 120^ anniversario non sarà solo un traguardo raggiunto, ma un’occasione per guardare al futuro con ottimismo, progetti definiti e con chiare strategie di rilancio e rinnovo, consolidamento e strutturazione della governance.


De Buris: un must drink, raro e desiderato

De Buris Amarone della Valpolicella Classico docg Riserva, brilla tra i prestigiosi rossi del mondo e i grandi classici italiani, si conferma fra i migliori del mondo: un must drink, raro e desiderato.

La community di Vivino, il più grande marketplace digitale del vino, con i suoi 50 milioni di utenti, si è espressa.
Sono state raccolte tutte le recensioni e stilato le liste con i migliori vini di ogni categoria.

De Buris si conferma must- drink della stagione secondo Vivino, e fra i 100 vini migliori del mondo: i più rari, i più desiderati e i più costosi.

Si aggiungono anche per l’annata 2010 i massimi riconoscimenti delle più importanti guide italiane e recensioni ottime dalla più prestigiosa critica straniera, a conferma di un percorso volto esclusivamente alla qualità e all’eccellenza.

De Buris è la potenzialità massima che un singolo vigneto e un terroir, unico per le sue straordinarie qualità, possono esprimere in un vino. – commenta Giancarlo Tommasi, enologo – Mi piace pensare, con soddisfazione e orgoglio, che l’annata 2010 custodisca l’essenza della Valpolicella: De Buris rappresenta la reinterpretazione contemporanea delle tradizioni, delle tecniche ancestrali di lavorazione e al contempo l’eleganza e l’armonia di un’opera o, in altre parole, la bellezza.

PREMI