Tommasi omaggia il Lago di Garda: il progetto Le Fornaci Lugana non si ferma

 In arrivo due novità assolute che Tommasi presenta insieme al Lugana doc 2020:
Le Fornaci Rosé e, nei prossimi mesi, il Lugana doc Riserva 2018 

I filari di Tenuta Le Fornaci, una cornice unica, il Lago di Garda che diventa il perfetto connubio tra vitigni e territorio: la famiglia Tommasi è pronta ad arricchire il progetto Le Fornaci con la nuova annata di un grande classico della scuola vitivinicola veronese, il Lugana DOC 2020, e due novità assolute: Le Fornaci Rosé 2020 e Le Fornaci Lugana DOC Riserva 2018, che verrà presentato entro la fine dell’estate.

«Il Lugana è un vino elegante e intenso, che racchiude i profumi delicati e freschi del Lago di Garda – commenta Giancarlo Tommasi, enologo di Tommasi Family Estates –. È anche un vino storico, capace di esprimere le qualità di un territorio unico che la nostra famiglia, da generazioni, è impegnata a valorizzare. Il progetto Le Fornaci è nato proprio per questo, per rendere omaggio a paesaggi incredibili e a una regione vinicola tra le più vocate d’Italia attraverso i vini che produciamo, l’enoturismo e soprattutto quella cultura dell’ospitalità che da sempre ci contraddistingue. Il 2021, sulla scia dell’anno passato, non sarà probabilmente un anno facile, ma abbiamo deciso di puntare in alto e di dare un segnale: la famiglia Tommasi c’è e grazie al lavoro appassionato delle donne e degli uomini nelle nostre tenute ed è pronta a presentare novità entusiasmanti. Oltre al nuovo Lugana 2020, sono in arrivo infatti Le Fornaci Rosé, un vino esclusivo, intrigante, dal bouquet floreale e dal sorso vibrante e, nei prossimi mesi, Le Fornaci Lugana Riserva 2018: un vino che esprime l’esaltazione della massima espressione del lago di Garda, la nostra idea di perfetta unione tra vitigno e territorio». 

Le Fornaci Rosé è un blend che nasce dall’incontro fra i vitigni autoctoni Turbiana (90 %) e Rondinella (10%) e rappresenta una particolare interpretazione del terroir, l’incontro ideale tra le due sponde del lago: la Turbiana proveniente da Tenuta Le Fornaci, alle porte di Sirmione, e la Rondinella da un vigneto di proprietà, sito a Peschiera del Garda. La particolare colorazione del vino è il risultato di un meticoloso lavoro, dall’attenta selezione delle uve alla maniacale cura durante le fasi di pressatura e vinificazione. Il colore tenue, i cui riflessi ricordano petali di rosa, introduce il ricco bouquet: fragrante e fine, con aromi di pompelmo rosa, fiori di pesco, cenni minerali e buccia di mandarino. Maturato in acciaio, Le Fornaci Rosé regala un sorso fresco, fragrante e sottile, con una vibrante acidità che riporta note di scorze di agrumi, e finale persistente ed armonico. Il rosato racchiude nella sua complessità la filosofia della famiglia Tommasi, che promuove la produzione di qualità, attraverso l’innovazione tecnologica nel rispetto dell’ambiente e della grande tradizione vitivinicola del territorio. 

Servito fresco, Le Fornaci Rosé è perfetto per l’aperitivo e in abbinamento a delicati antipasti. Si esalta con i secondi piatti di pesce o i piatti della cucina orientale. Ideale per accompagnare la pizza e con una versatilità che lo rende un vino per ogni occasione. 

Le Fornaci Lugana DOC Riserva 2018 sarà pronto entro la fine dell’estate, prodotto da una selezione manuale delle uve più importanti che daranno un grande vino, intenso e complesso. Dopo la fermentazione in acciaio, il 25% della produzione riposa in botti di legno francese da 500 litri e il 75% in acciaio, entrambe per 18 mesi. Seguono l’assemblaggio e il riposo in bottiglia per almeno 6 mesi. 

Il progetto Le Fornaci Lugana non si ferma ed è pronto ad emozionare ancora con i nuovi vini firmati Tommasi. 


Vinous premia Tommasi

Vinous ha pubblicato il reportage sui vini della Valpolicella di Eric Guido.
Vinous è il risultato della visione di Antonio Galloni di una moderna pubblicazione sul vino.
Oggi Vinous ha abbonati in oltre 100 paesi in tutto il mondo ed è una delle pubblicazioni sul vino più rispettate al mondo.
Siamo felici e orgogliosi di condividere i riconoscimenti meritati e quanto ha scritto su di noi Eric Guido:

La cantina Tommasi presidia 242 ettari di vigneto, di cui 115 in Valpolicella Classica, eppure per tutte le sue dimensioni il livello qualitativo rimane notevolmente elevato. Inoltre, il team di vinificazione, guidato dalla quarta generazione Giancarlo Tommasi, attribuisce la massima importanza al terroir, che comunica in modo eccellente in tutto il portafoglio. A mio parere, l'Amarone Classico rimane un punto di riferimento del vino tradizionale della regione. Consiglio anche il Ca 'Florian Riserva, che trascorre circa un anno del suo affinamento in barriques, se il sentore in più di spezie e tannini del legno fa per te. Rimanendo in tema di Amarone, la degustazione del nuovo De Buris Riserva ha davvero stuzzicato il mio interesse. Un altro tentativo di uno stile più fresco per la categoria, questo nuovo imbottigliamento di Tommasi proviene da una delle loro parcelle più alte nel vigneto La Groletta a Sant'Ambrogio, che è stato piantato negli anni '70 e, dal 2020, è stato completamente riconvertito per diventare biologico certificato. Un altro merito della casa è l'importanza che attribuiscono al Valpolicella Classico Superiore Rafael, prodotto dal primo vigneto piantato da Giacomo Tommasi, fondatore dell'azienda.
Il vigneto Rafaèl rimane allevato con l'originale sistema della Pergola Veronese, che corre lungo i suoi terrazzamenti in pietra ( le marogne ), e mentre i suoi terreni di calcare e argilla non producono vini particolarmente longevi, racchiudono un sacco di carattere scuro e sapido nel casa Valpolicella.
Da notare anche il continuo interesse dell'azienda per lo sviluppo del Lugana DOC e per i suoi 45 ettari lì, che, ci anticipa il direttore delle esportazioni Pierangelo Tommasi, si espanderà presto oltre il normale imbottigliamento per includere una Riserva e un Rosé. Con tutta questa crescita e sviluppo (non dimentichiamo che la famiglia ha interessi anche a Montalcino e in Maremma), ci si potrebbe preoccupare che la qualità e la costanza ne risentano. Tuttavia, da quello che ho visto, il futuro di Tommasi è in mani molto capaci.

PREMI

93 | Tommasi Amarone della Valpolicella Classico docg 2016 
L'Amarone della Valpolicella Classico 2016 è piuttosto riservato e sobrio, ma in un modo accattivante che ti riporta al bicchiere. Rose, more, erbe aromatiche e un pizzico di agrumi speziati creano un bouquet seducente. Ha una consistenza vellutata, inaugurando un'onda cremosa di frutti rossi e neri maturi, intrecciati con minerali salati, mentre i fiori interni scuri si accumulano verso la chiusura. C'è molta potenza attualmente, poiché il vino ha una struttura giovane e tesa, con uno strato saturo di amarene essiccate, che invita ad immaginare ciò che verrà con alcuni anni di invecchiamento. Degno di nota è anche il 15% di alcol del 2016, che lo rende un'ottima opzione sia dentro che fuori dal tavolo da pranzo.

94 | Tommasi Ca' Florian Amarone della Valpolicella Classico docg Riserva 2012
L'Amarone della Valpolicella Classico Riserva Ca 'Florian 2012 non trattiene nulla, esplodendo dal bicchiere con un'enorme ondata di more e ciliegie medicinali immerse nel cioccolato fondente, completate da spezie autunnali e balsamiche. È potente e denso in bocca, mostrando una concentrazione e una persistenza sorprendenti, mentre un'esibizione più saporita di frutti di bosco aspri si mescola con agrumi aspri. Durante questo spettacolo inebriante, un nucleo di acidità piccante mantiene l'equilibrio. Non lo senti fino alla fine, ma c'è un rivestimento di tannino di legno pregiato che si rivela solo quando i frutti dalla consistenza glicerica di Ca' Florian svaniscono lentamente. Apri il 2012 ora per tutto il suo fascino iniziale, o lascialo in cantina per esplorare le sue profondità invisibili - in ogni caso, è un vero vino.

95 | De Buris Amarone della Valpolicella Classico doc 2009
L'Amarone della Valpolicella Riserva De Buris 2009 mostra il meglio di entrambi i lati dello spettro dell'Amarone. La gustosa salsa di lamponi e prugne è ulteriormente completata da note di pietrisco e fiori polverosi. Questi aromi continuano ad aumentare di volume con il tempo nel bicchiere, mentre sono uniti da un'esibizione seducente di ricche spezie marroni e moka. Questo ha una consistenza vellutata ma non pesante; infatti, è piuttosto deciso e speziato, con un nucleo di frutti rossi e neri concentrati che saturano tutto ciò che toccano con una sfumatura minerale e poi si ritirano per rivelare una nota di agrumi aspri. C'è un sottile strato di tannino che indugia, facendo un ottimo lavoro nell'incorniciare l'espressione, mentre questo si assottiglia in un pizzico amaro di amarena e cioccolato fondente. Il De Buris è un nuovo cru Riserva dalle quote più alte del vigneto La Groletta di Tommasi, che ospita viti di 30 anni affacciate sul Lago di Garda. Trascorre il primo anno di affinamento in rovere di Slavonia, seguito da altri cinque anni in botti da 15-30 ettolitri. Questa è solo la seconda annata per questo vino, che è stato un decennio di lavoro.

91 | Tommasi Ripasso Valpolicella Classico Superiore doc 2017
Il Valpolicella Classico Superiore Ripasso 2017 è profondamente seducente con fiori polverosi sfumati di viola, spezie dolci e ribes nero. Qui trovo texture setose e dai toni freddi, ulteriormente accentuate da acidità vibranti, mentre i frutti di bosco dalle sfumature minerali e le note di lavanda leniscono i sensi. C'è una bellissima simmetria e persistenza, che si rivela potente e densa pur rimanendo energica, mentre i frutti scuri persistono a lungo. Questo è davvero molto bello e un ottimo rapporto qualità-prezzo nella sua categoria.

89 | Tommasi Rafaèl Valpolicella Classico Superiore doc 2018
Il Valpolicella Classico Superiore Rafael 2018 è piccante e selvaggiamente fresco, si solleva con ciliegie luminose fiorite in contrasto con le spezie marroni esotiche. Ha una consistenza morbida, lasciando il posto a un'espressione pura di frutti rossi e blu sfumati di viola, con acidi vivaci e minerali salati che creano tensione verso la chiusura. Non c'è carenza di energia qui, poiché il Rafael 2018 si assottiglia tra echi di bacche essiccate e fiori interni scuri.

89 | Le Fornaci Lugana doc 2019
Il Lugana Le Fornaci 2019 si solleva con una ricchezza mielosa, esibendo dolci fiori bianchi, mela matura, limone candito e sfumature di pasta di mandorle. Vanta consistenze oleose, frutti maturi del frutteto e dolci toni erbacei, compensati da acidi e minerali rinfrescanti. Il finale è lungo e notevolmente grazioso, si assottiglia alla nocciola e alle spezie saporite.

 

 


Volata in Valpolicella, in bici con Damiano Cunego nella terra dell’Amarone

Un vino storico, le ricette di quattro ristoranti e i percorsi ciclistici creati dal campione veronese per raccontare l’Amore per la patria dell’Amarone

 

Un’esperienza enoturistica nel cuore della Valpolicella, un viaggio alla scoperta di un territorio dall’antica tradizione enoica, impreziosito dagli imperdibili piatti della cucina locale e dai profumi inconfondibili dell’Amarone. È l’iniziativa che la famiglia Tommasi presenta in collaborazione con il campione veronese Damiano Cunego per raccontare l’amore ed il profondo legame con la Valpolicella.

 

«La Valpolicella Classica è un luogo unico – commenta Giancarlo Tommasi, enologo di Tommasi Family Estates – un posto dove tradizione e tecniche di lavoro ancestrali si fondono con l’innovazione tecnologica, in nome dello sviluppo sostenibile dell’economia del vino. L’amore, la cura e il rispetto per l’ambiente sono infatti i principi che ispirano questa nostra iniziativa, nata per promuovere l’enoturismo e permettere ai visitatori di scoprire paesaggi e sapori che appartengono da sempre a questi luoghi. La bicicletta diventa così il mezzo ideale per entrare in simbiosi con l’ambiente, in nome della piacevole lentezza che permette di gustare appieno il mondo che ci circonda. Il mio più sentito grazie va a Damiano Cunego e ai ristoratori che hanno sposato questa iniziativa, che spero possa incontrare anche il favore degli appassionati perché non c’è niente di meglio di una gita in uno splendido paesaggio, gustando un bicchiere di Amarone abbinato al piatto giusto.»

A partire dal 14 febbraio, per quattro settimane, turisti e appassionati avranno l’opportunità di pedalare virtualmente con il vincitore del Giro d’Italia lungo alcuni percorsi, che lo stesso Cunego ha creato per accompagnare i visitatori nello splendido paesaggio della Valpolicella Classica.

Un tour emozionale e gustativo durante il quale i cicloturisti potranno scoprire l’eleganza dell’Amarone Tommasi, in abbinamento ai piatti degli chef di quattro ristoranti del territorio. Ogni settimana, il blog di Tommasi racconterà con foto e video la Valpolicella Classica attraverso i piatti proposti dai ristoranti e i percorsi suggeriti da Damiano Cunego, di cui per tutti gli appassionati sarà possibile scaricare le tracce GPS, attraverso le app Garmin e Strava. Un tour in 4 tappe da 60/65 km ( 2 – 2.5 ore ) con partenza ed arrivo presso la sede di Tommasi a Pedemonte
Una “volata” dunque che parte dalla Valpolicella Classica, la terra dell’Amarone, ma che correrà per tutta la provincia veronese.

 

Prima tappa - Valle di Negrar
Percorso:tra le colline di Negrar, per scendere poi a Verona e lungo la ciclabile dell’Adige fino a Pescantina; risalita a Sant’Ambrogio, Gargagnago e Fumane ed infine ritorno a Pedemonte.

Ristorante:Trattoria Caprini- Torbe
Piatto e vino in degustazione: Lasagnette col ragù della Pierina con Tommasi Amarone della Valpolicella Classico docg 

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Seconda tappa - Valle di Fumane

Percorso: partenza verso Parona e imbocco della ciclabile lungo l’Adige fino a Sega di Cavaion. Direzione Sant’Ambrogio di Valpolicella, quindi salita a Monte per scollinare a Cavalo. Discesa verso la valle di Fumane e rientro in cantina da San Pietro in Cariano.

Ristorante: Enoteca della Valpolicella– Fumane
Piatto e vino in degustazione: Risotto al Vino Recioto della Valpolicella con Tommasi Ripasso Valpolicella Classico Superiore doc

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Terza tappa - Valle di Marano

Percorso: Si attraversa la vallata di Marano, salendo verso Santa Cristina nel comune di Sant’Anna d’Alfaedo in Lessinia, discesa verso Prun e quindi Negrar. Si sale poi Montecchio ed infine discesa passando per Avesa e quindi rientro in Valpolicella da Parona.

Ristorante: Antica Osteria Paverno - Marano
Piatto e vino in degustazione: Tortello col pero misso, Monte Veronese e ricotta affumicata con Tommasi Ripasso Valpolicella Classico Superiore doc

 

Quarta tappa – Valle di Sant'Ambrogio

Percorso: Partenza dalle colline di San Pietro in Cariano, passando per Castelrotto per poi proseguire verso Sant’Ambrogio. Si imbocca qui la salita che porta al borgo di San Giorgio Ingannapoltron e poi si sale ancora per scollinare a Mazzurega, rapida discesa a Fumane e poi due salite iconiche della Valpolicella “Pendola” e “Masua” prima di rientrare in cantina da Negrar.

Ristorante: Rosa Alda - San Giorgio di Valpolicella
Piatto e vino in degustazione: Polpettine di carne ed erbe selvatiche cotte sul fogolar e Polenta con Tommasi Amarone della Valpolicella Classico Superiore docg

 


Paternoster Synthesi Smart Buy Wine Spectator

"A tutti piace fare un buon acquisto, e in questi tempi, il valore delle cose ed il risparmio sono  considerazioni sempre più importanti.
Wine Spectator è sempre molto entusiasta di consigliare vini che offrono alta qualità a un prezzo accessibile"
M. Shanken, Wine Spectator

Se stai cercando una bottiglia da riporre e conservare per un'occasione speciale o un vino da godere ogni giorno: Paternoster Synthesi Aglianico del Vulture doc 2017 è il tuo vino!
La rivista americana Wine Specator ha pubblicato sul numero di gennaio 2021 la lista dei Best and Smart Buys dell'anno ed il nostro Paternoster Synthesi è incluso e consigliato.

Il prodotto che meglio sintetizza la tipologia, il territorio, la struttura, la longevità del vino Aglianico del Vulture e  la filosofia Paternoster.
Se non conosci l'Aglianico del Vulture, Synthesi è il punto di partenza.
Di colore rosso rubino vivace, presenta un bouquet etereo, fragrantemente fruttato di more, mirtilli, frutti di bosco e pepe.
Al palato è secco e vellutato, con tannini ben integrati; rivela grande equilibrio e un retrogusto persistente.

Scaricare la rassegna stampa e i premi.

 

 


5 motivi per cui essere fieri di questo 2020

Il 2020 è stato un anno che non dimenticheremo.
Non per il fatto che ha messo tutti alla prova, ma perché ha portato risultati davvero degni di nota.

  1. Una pioggia di riconoscimenti ha premiato il lavoro svolto da Giancarlo con il team degli enologi Emiliano Falsini e Fabio Mecca- Paternoster.
    Il Ca’ Florian Amarone della Valpolicella Classico docg Riserva 2012 si è aggiudicato i Tre Bicchieri del Gambero Rosso 2021,la Corona della guida ViniBuoni d’Italia 2021, i 5 Grappoli della Guida Bibenda 2021, le 3 Stelle della Guida Veronelli 2021 e ottimi punteggi dalla critica internazionale, su cui spiccano i 94 punti di James Suckling e di Falstaff.
    Tre Bicchieri Gambero Rosso e 5 Grappoli della Guida Bibenda anche per il Casisano Brunello di Montalcino 2015 doc, che ha fatto l’en plein meritando 90+ punti dalle più rinomate testate internazionali come James Suckling, Vinous, Decanter, Falstaff e Meininger’s, in particolare i 94 punti di Wine Spectator.
    Premi che sono arrivati anche per Paternoster che si conferma icona e benchmark per l’Aglianico del Vulture: Don Anselmo Aglianico del Vulture doc 2015 e Rotondo Aglianico del Vulture doc 2017 sono ai vertici di tutte le classifiche.
  2. Il 2020 è stato un anno significativo e molto importante per il nostro progetto Le Fornaci. Credendo fortemente nel vino e nel territorio del Lugana, abbiamo coltivato il sogno di poter espandere ed allargare il progetto. La Tenuta Le Fornaci si compone di tre vigneti principali dislocati in differenti aree del Lugana DOC per un totale di 45 ettari: due parcelle situate nell’entroterra e una più grande verso il Lago di Garda a Sirmione.
    Un evento con la stampa a fine agosto su un veliero fra vento, vocazione e vino è stato il battesimo di questo progetto legato al Lugana doc, a cui teniamo particolarmente. La risposta positiva a Le Fornaci Lugana doc 2019 è arrivata anche dalle buone performance nei principali mercati di riferimento e dai riconoscimenti meritati.
    È tutto pronto, dunque, per il 2021 che vedrà il lancio, in primavera, del Le Fornaci Rosè 2020 un blend che stupirà i palati più esigenti e poi in autunno de Le Fornaci Lugana doc Riserva 2018.
  3. Il 2020 ha visto un incremento dell’attività digitale. Abbiamo organizzato i Tommasi Digital Days, giornate dedicate alla formazione della nostra forza vendita italiana e degli appuntamenti speciali con i clienti Ho.Re.Ca. Moltissimi i seminari e le degustazioni digitali organizzati con gli importatori ed i clienti stranieri in ogni parte del mondo. Il contatto, l’importanza di mantenere e rinsaldare le relazioni costruite in questi anni sono stati dei punti focali della nostra attività.
    Anche per i consumatori sono stati organizzati meeting speciali come i live di Instagram e le Cene con l’Enologo, in cui Giancarlo Tommasi si è messo a disposizione con qualche ospite speciale per raccontare il vino ed il suo lavoro; eventi che ci hanno letteralmente portato nelle case di chi ci segue e dove il vino è stata la forza conviviale che ha unito i partecipanti.
    L’attività digitale ha anche influito sui numeri di fine anno dove possiamo vedere un segno positivo per le vendite retail ed e-commerce, il vero boom del 2020.
  4. Non ci siamo mai fermati, abbiamo progetti da terminare e nuovi da lanciare. Abbiamo lavorato e stiamo lavorando per l’ampliamento e l’adeguamento della sede di Pedemonte, chi è venuto a trovarci al nostro Wine Shop ha visto i lavori in corso ed apprezzato quanto stiamo facendo per garantire sempre la massima qualità.
    Stiamo definendo i progetti per l’ampliamento delle cantine a Casisano-Montalcino, Poggio al Tufo-Maremma e Caseo-Oltrepò ed abbiamo ultimato l’impianto di nuovi vigneti in particolare a Poggio al Tufo e Masseria Surani in Puglia.
    Ci sono anche progetti legati strettamente al vino che vedranno la luce il prossimo anno: primo fra tutti il lancio la prossima primavera del Metodo Classico dalla tenuta Caseo in Oltrepò Pavese, la patria del Pinot Nero.
  5. Ciò che non è mancato mai nel 2020 è stata la Forza della Famiglia; una famiglia unita ed organizzata che ha saputo rispondere con prontezza e flessibilità ai cambiamenti imposti da una situazione mutevole. L’anno che sta per finire ha imposto di trovare soluzioni alternative e di sapersi adeguare velocemente per gestire al meglio un’azienda importante e responsabile soprattutto delle risorse umane, a cui si è voluto garantire il lavoro prima di tutto; nonostante non sia stato un anno facile, il 2020 ci ha permesso anche di compiere nuove assunzioni ed allargare la squadra dei nostri collaboratori

Un 2020 che ha portato gratificazioni, creatività e progettualità. Attendiamo ora con fiducia e speranza il 2021 ormai alle porte.


Vendemmia Tommasi 2020

É tempo di vendemmia per Tommasi Family Estates!

Il 18 agosto Tommasi ha dato ufficialmente il via alla vendemmia 2020, iniziando dalla tenuta Caseo in Oltrepò Pavese con il Pinot nero per la base spumante.  

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Il rito della vendemmia è per la famiglia Tommasi un appuntamento che vede diverse date di avvio, in ragione delle zone di produzione e delle cantine del gruppo: ben sei, da Nord, al Centro, al Sud. Ecco perché, seguire prospettive ed andamento della vendemmia in casa Tommasi, significa monitorare buona parte dello scenario vitivinicolo italiano, con le sue aspettative, collegate logicamente agli avvenienti climatici e tecnico-produttivi dell’annata.

Giancarlo Tommasi, enologo del gruppo, a questo proposito ha dichiarato:
«
Il 18 agosto, abbiamo iniziato la vendemmia in Oltrepò Pavese: splendida giornata e splendida raccolta!  Abbiamo monitorato giorno dopo giorno anche la fase finale di maturazione del Pinot Grigio della nostra Tenuta Prunea in Vapolicella Classica e la cui raccolta è iniziata il 26 agosto. Mentre per il Vermentino di Poggio al Tufo, come per il Fiano di Surani la vendemmia è iniziata la prima settimana di settembre. Monitorando giorno per giorno la maturazione delle uve, nella Tenuuta Le Fornaci raccogliamo le uve le per il Lugana dal 14 settembre.»

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«Per quanto riguarda la previsione sui volumi di produzione – precisa Giancarlo Tommasi –ipotizziamo realisticamente un calo del 10% circa rispetto all’anno precedente per Surani, mentre per Poggio al Tufo la riduzione dovrebbe essere del 5%. Per Casisano siamo in linea con i volumi dell’anno scorso, anche perché siamo molto rigorosii nel controllare tutte le fasi del ciclo vegetativo della pianta per ottenere le rese previste dal disciplinare del Brunello di Montalcino. Anche tenuta Caseo sta registrando gli stessi volumi dell’anno precedente. Per la Valpolicella Classica siamo in linea con il nuovo disciplinare delle rese per ettaro della vendemmia per le uve dell’Amarone: più basse per garantire ancora maggiore qualità. Infine il Lugana, che si conferma con gli stessi valori dell’anno precedente con una resa volutamente inferiore rispetto a quanto richiesto dal disciplinare»

«In linea generale, quindi, potremo raggiungere in tutte le nostre tenute un livello qualitativo certamente alto. Questo scenario è frutto di scelte precise, che abbiamo fatto, anche in controtendenza rispetto al mercato: contenere la resa per ettaro, applicando in modo molto scrupoloso i disciplinari delle nostre denominazioni più importanti anche alle altre aree meno prestigiose. Più denominazioni quest’anno hanno subito un calo delle rese, non solo l’Amarone. Noi abbiamo deciso di puntare su una maggiore selezione delle gemme, privilegiando la qualità di frutto, a livello agronomico, fino dalle prime fasi del ciclo vegetativo.»

Da Emiliano Falsini e Fabio Mecca Paternoster, i responsabili rispettivamente di Casisano e Poggio al Tufo e Paternoster e Surani, arrivano interessanti approfondimenti sugli andamenti delle singole produzioni.

Casisano - Montalcino Toscana – In termini di andamento climatico, questa annata fino ad oggi si è presentata nel migliore dei modi. La stagione vegetativa è iniziata con un leggerissimo anticipo ed è proseguita senza grossi eventi climatici di rilievo fino ad oggi. Si è avuta una primavera regolare e mite, solo negli ultimi giorni di luglio le temperature hanno avuto un innalzamento importante che però ad oggi non ha assolutamente compromesso lo sviluppo ottimale e la maturazione delle uve. Non si sono quindi avuti stress idrici e anche la produzione è regolare. Al momento è da considerare un’annata classica con ottime prospettive qualitative. Se agosto e settembre mantengono un andamento regolare, si prospetta un’annata di grande interesse che, per l’andamento climatico avuto finora, ricorda in parte quella del 2015.

Poggio al Tufo – Maremma Toscana. Probabile inizio raccolta delle uve per i vini rossi da metà settembre. Poggio al Tufo stima una produzione leggermente inferiore rispetto a quella del 2019 del 5-10%. Grazie a una primavera regolare e con una buona distribuzione delle piogge, la vite ha raggiunto un buon equilibrio vegetativo, senza particolari problemi di fitopatie.

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Paternoster - Basilicata – Si è rilevato un ottimo andamento vegetativo: le piogge sono cadute al momento giusto, intervallandosi sempre una decina di giorni l’una dall’altra, favorendo un corretto assorbimento da parte delle piante e una lineare attività vegetativa della vite. Non ci sono stati problemi fitosanitari ed ora, inizia una timida fase di invaiatura che ci fa pensare ad una vendemmia per fine ottobre. Altro dato molto importante per la qualità delle uve sono state le escursioni termiche tra il giorno e la notte, ben presenti già da fine luglio, cosi da dare turgore al grappolo.

Surani - Puglia – A livello quantitativo la produzione di questa annata è stata influenzata da una gelata che ha fortemente compromesso la fase di fioritura, in particolare per il Primitivo, così da avere basse rese a favore di una grandissima qualità. Non si sono rilevati problemi fitosanitari e l'andamento stagionale è stato corretto e lineare: il grande caldo è stato ben presente, ma il vento fresco di sera e le piogge frequenti, mai intense, hanno sempre aiutato la vite ad affrontare ogni fase fenologica.

 

 


Tommasi, pronte le strategie per il futuro

Tommasi Family Estates, in Valpolicella, comprende attività vitivinicole, della ristorazione e dell’accoglienza ( Villa Quaranta Tommasi Wine Hotel & SPA, Albergo Mazzanti, Caffè Dante Bistrot a Verona e Agriturismo Poggio al Tufo in Maremma Toscana ) per un fatturato complessivo di 33 milioni di euro.

Viticoltori dal 1902, questa famiglia storica della Valpolicella Classica, negli anni ha scelto d’investire in aree a grande vocazione vitivinicola con le tenute Caseo in Lombardia, Casisano a Montalcino e Poggio al Tufo in Maremma Toscana, Surani in Puglia e Paternoster in Basilicata – e una partnership nel Chianti Classico con La Massa. Il bilancio 2019 si è chiuso positivamente con una crescita media del 2.5%, con HoReCa e Retail che si dividono 50/50 il fatturato. Il 2020 si è aperto positivamente, poi da febbraio con l’emergenza Covid 19, la ristorazione ha avuto una battuta d’arresto, mentre la grande distribuzione e l’on line sono in netto rialzo.

Con Piergiorgio Tommasi, direttore commerciale Italia, focalizziamo alcuni aspetti connessi a queste ultime settimane, che così profondamente hanno modificato la nostra quotidianità e anche le abitudini d’acquisto e di consumo degli italiani.

«La nostra azienda si fonda su valori forti, sulle relazioni costruite in questi anni con collaboratori, fornitori, rete vendita e clienti, in Italia e all’estero. Fin dal 1997 con l’ingresso in azienda della mia generazione, la quarta, abbiamo scelto di ampliare il portfolio dei nostri prodotti, acquistando tenute in cinque diverse regioni italiane, per poter offrire non solo i vini della Valpolicella, territorio in cui siamo nati, ma anche di altre denominazioni. Di tutti questi territori abbiamo rispettato l’autenticità della cultura vinicola a cui abbiamo unito le nostre capacità imprenditoriali».

Tommasi può, così, offrire una gamma completa di vini nei canali Ho.Re.Ca. e GdO a diverse fasce di prezzo, sempre controllandone la qualità grazie alla gestione intera della filiera. Questa strategia si rivela premiante soprattutto in un momento così delicato.

Anche la comunicazione del Gruppo si è adeguata al rapido cambiamento delle modalità d’acquisto dei consumatori, puntando su una forte presenza digitale (social e webinar principalmente) e aumentando le tipologie di servizio ai propri clienti.

È allo studio una piattaforma, pensata non solamente come un’e-commerce, ma come un vero e proprio portale di servizio per la vendita diretta di grandi vini come Amarone, Brunello e Aglianico del Vulture e anche vini provenienti dalle tenute Tommasi in tutta Italia, che per qualità e prezzo possono incontrare i gusti di tutti i clienti. In futuro, questa stessa piattaforma potrà servire anche alla forza vendita italiana e straniera, per facilitare i flussi di acquisto e logistica.

Questo nuovo canale di vendita affiancherà Ho.Re.Ca. e grande distribuzione, i canali in cui Tommasi è da sempre presente. Il servizio puntuale al retail e il dialogo costante con la forza vendita sono fondamentali per l’azienda, tanto che nei giorni 20, 21 e 22 aprile, in cui si sarebbe dovuto tenere Vinitaly, sono in programma i Tommasi digital days: incontri digitali con la forza vendita italiana ed estera per presentare, anche se a distanza, le nuove annate dei vini che saranno in commercio, ma soprattutto per confrontarsi con i partner commerciali e decidere assieme le migliori strategie per il futuro.

Sempre a sostegno della forza vendita sono settimanalmente in programma i Tommasi talks, dirette sul canale Instagram @Tommasiwine, dove si parla di quotidianità e di prospettive future, invitando i followers a condividere con l’hashtag #ilprimobrindisi, il luogo d’incontro virtuale ed il vino che degusteranno.

Grazie alle scelte ed agli investimenti, Tommasi Family Estates può guardare alla situazione contingente da protagonista anche per quanto riguarda il mondo dell’Ospitalità

Villa Quaranta Tommasi wine hotel & Spa in Valpolicella e Caffè Dante Bistrot in centro storico a Verona, sono centri nevralgici e di primaria importanza per l’economia del gruppo.

Anche per queste realtà la famiglia Tommasi è pronta a ripartire con proposte concrete per una ristorazione e ricettività, che sicuramente cambieranno. Si parte in questi giorni con il delivery per Verona e provincia, con la proposta di piatti ragionati per essere serviti e degustati in un contesto ben diverso dal ristorante, con l’obiettivo di proporre un servizio che rispetti i canoni di una ristorazione premium e la comodità di casa. Un servizio a domicilio con la proposta di una carta vini dedicata ed i suggerimenti dei propri sommelier.

È on-line anche il sito www.tommasiristobond.com, un’iniziativa che la famiglia Tommasi ha voluto lanciare con le proprie attività di ristorazione, che permette ai clienti di acquistare in anticipo pranzi o cene per sostenere le attività e tutto il personale coinvolto.

Il futuro che ci attende inaugura un periodo dove saranno fondamentali la serietà e la responsabilità, la sostenibilità ed il rispetto del lavoro. Tommasi Family Estates è impegnato a rispondere alle esigenze di un mercato che certamente è cambiato e che vede il consumatore sempre più protagonista e driver di tendenze.


Casisano Brunello 2015: Buona la prima!

Primi successi di critica per il nostro Casisano Brunello di Montalcino DOCG 2015
La prima annata, 2015, del nostro Casisano Brunello di Montalcino DOCG interamente seguito dalla famiglia Tommasi, si è presentato alla critica internazionale nel migliore dei modi, ottenendo subito importanti riconoscimenti ( vedi QUI i premi )
Il critico James Suckling, secondo cui il 2015 è da considerare un’annata straordinaria per il Brunello, ha attribuito al nostro Casisano Brunello di Montalcino DOCG 2015 un punteggio di 94/100, mentre Monica Larner di Robert Parker - The Wine Advocate 91/100, così come Walter Speller di Jancis Robinson lo ha premiato con un voto di 17+ su 20.
Questi primi successi da parte della critica enologica internazionale premiano un vino Sangiovese Grosso in purezza che nasce nei nove ettari di vigna dedicati esclusivamente alla produzione di Brunello di Podere Casisano, allevati a cordone speronato con esposizione sud-est, su un terreno misto, ricco di scheletro e galestro.
Un 2015 con condizioni ambientali ideali
È importante sapere che nel 2015, si sono create delle condizioni ambientali ideali (inverno mite, primavera piovosa nella norma, estate asciutta, autunno variabile con ottime escursioni termiche) per raccogliere delle uve con una notevole complessità di aromi ed eleganza dei tannini e un’acidità naturale ben al di sopra della media, determinanti per realizzare un prodotto di altissimo e raro livello qualitativo.

«Il primo Brunello che seguiamo dalla vigna alla cantina – sottolinea l’enologo del Podere Casisano Emiliano Falsiniè la sintesi di un’annata e di un terroir speciali. Un vino di grande profondità, struttura ed eleganza, destinato a evolvere sempre più con l’invecchiamento».

Le caratteristiche organolettiche di Casisano Brunello di Montalcino DOCG 2015 indicano un colore rubino profondo e tendente al granato, che si apre all’olfatto con un’elegante e fresca complessità delle note fruttate e speziate tipiche del Sangiovese. Molto piacevole l’armonia gustativa con la grande struttura che si accompagna a tannini vellutati e a una lunga persistenza.
Macerazione sulle bucce, maturazione in botti di rovere e affinamento in bottiglia
Il Casisano Brunello DOCG 2015 si avvale del metodo tradizionale con macerazione sulle bucce per venticinque giorni circa, seguito da una maturazione di tre anni in botti di rovere di Slavonia con una capacità massima di sessanta ettolitri e dall’affinamento in bottiglia per un minimo di sei mesi.
A tavola si abbina perfettamente con piatti importanti di cacciagione, selvaggina da pelo, carni rosse alla griglia e formaggi stagionati.
cantina-casisano
Podere Casisano
Podere Casisano occupa una terrazza naturale a 480 metri di altitudine, che domina la zona sud-est del territorio di Montalcino, di fronte a Sant’Angelo in Colle e all'Abbazia di Sant'Antimo. I terreni sono composti da rocce arenarie e galestro con presenza di scheletro, argilla e tufo di origine vulcanica.
La tenuta copre una superficie di 53 ettari, di cui 22 a vigneto e 12 a oliveto.
Nove ettari sono dedicati alla produzione di Brunello, sette ettari al Rosso e gli altri sei ettari alla denominazione Sant’Antimo. Casisano, interamente coltivato a Sangiovese Grosso, col tradizionale cordone speronato, è diviso in dieci parcelle. Dalla parcella più antica di circa due ettari vengono selezionate le uve per il Brunello Riserva Colombaiolo.
La densità d’impianto è di 4.000 ceppi per ettaro con punte di 5.000 ceppi negli impianti più vecchi. La resa media è di 70 quintali per ettaro. La selezione delle uve è fatta rigorosamente a mano.
Oggi, il Casisano produce circa 100.000 bottiglie, di cui 45.000 di Brunello.
Ogni singola parcella del vigneto Casisano è gestita e monitorata in funzione delle caratteristiche del suolo, dell’esposizione e dell’obiettivo enologico. La gestione agronomica consente di mantenere l’equilibrio vegeto-produttivo e di garantire che il vigneto resti in armonia con l’ecosistema e permetta di avere uve di grande qualità organolettica.
 


2015: un’annata indimenticabile per il Brunello di Montalcino

La critica enologica internazionale è concorde nell'annoverare il Brunello di Montalcino 2015 tra le annate “memorabili”.

Qui i punteggi del nostro Casisano Brunello di Montalcino Docg 2015
Scopriamo insieme i motivi di questo giudizio, considerando le caratteristiche specifiche della produzione, commentate da alcuni esperti. Alcune delle ragioni che fanno del 2015 un’annata indimenticabile per il Brunello di Montalcino
Il 2015 è “l’annata del secolo” per il Brunello, come hanno ipotizzato alcuni critici internazionali?
C’è chi non ha dubbi, ma al di là dei singoli giudizi è certo che stiamo parlando di eccellenza
.
Il Brunello di Montalcino 2015, sul mercato dagli inizi di gennaio, ha iniziato già da diversi mesi a far parlare di sé in varie parti del mondo. In particolare, negli Stati Uniti i giudizi della critica sono stati così entusiastici da suscitare un’aspettativa senza precedenti.  Questi pareri avevano trovato conferma nella stessa Montalcino.
L’annata 2015 è stata infatti valutata dalla Commissione di Degustazione del Consorzio del Brunello con il massimo del ranking: “5 stelle” e quindi classificata come “Eccezionale”.
La 2015 si aggiunge alle altre annate storiche del Brunello.
La Commissione, composta da 20 tecnici operanti a Montalcino, è sempre stata molto accorta nell’assegnare giudizi di eccellenza. Dal 1945 ad oggi le “5 stelle” caratterizzano solo le annate 1945, 1955, 1961, 1964, 1970, 1975, 1985, 1988, 1990, 1995, 1997, 2004, 2006, 2007, 2010, 2012. Ad esse si sono aggiunte, appunto, la 2015 ed anche la 2016. Numeri che certificano una produzione sempre più all’insegna della qualità, con annate che sono custodite gelosamente in cantina dagli appassionati.
Nelle note di degustazione i motivi che fanno del Brunello di Montalcino 2015 un’annata in cima a tutti i parametri di valutazione.
Aromi intensi di frutta matura, ottimo rapporto tra struttura tannica e acidità, lunga persistenza aromatica sia al naso che al palato. I quasi 50 campioni degustati dalla Commissione hanno tracciato il profilo di un vino dalla struttura tannica decisa e morbida, dal notevole equilibrio e con una freschezza spiccata, sostenuta dai classici sentori di frutta rossa matura. Un Brunello che sarà in grado di affrontare l'invecchiamento, dando grandi risultati anche a distanza di tempo, con la sua produzione di circa 10 milioni e mezzo di bottiglie, figlie di un'annata favorevole.
Il 2015 sarà ricordato infatti per un inverno scarsamente piovoso e una stagione primaverile proseguita con temperature sostanzialmente nella media e piogge contenute. Condizioni climatiche che hanno permesso alla natura di restare in equilibrio e al vino di esprimersi nella fascia più alta delle sue potenzialità. Fin da subito dopo la vendemmia infatti, le uve si erano caratterizzate per una spiccata eleganza dei tannini e per una notevole complessità degli aromi.
I giudizi e i punteggi della critica italiana ed internazionale forniscono un quadro interessante dell’annata 2015.
Ora che l’annata 2015 è entrata sul mercato, è interessante confrontare alcuni giudizi di autorevoli esperti. In particolare, verificare dai loro pareri se davvero può essere una di quelle destinate a rimanere nella storia.
Ne è convinto James Suckling, uno dei critici più influenti del mondo del vino e profondo conoscitore della terra del Brunello. “Il 2015 è un’annata storica per il Brunello di Montalcino, che nessuno dovrebbe perdersi. I vini mostrano un’impressionante precisione, nei frutti vividi, nei tannini eleganti, nella freschezza, nell’acidità, nonostante una grande maturità e ricchezza, caratteristiche che ne fanno una delle annate più interessanti da anni. Mio figlio Jack e io abbiamo assaggiato finora 187 Brunelli 2015 e la qualità è eccezionale.”
Gli fa eco Monica Larner (Robert Parker The Wine Advocate): "Ciò che colpisce di più del 2015 è la costante alta qualità su tutti i parametri di valutazione. Nel complesso, i vini sono omogenei e uniformi in termini di intensità, profondità e generosità. I caratteri possono differire da produttore a produttore, naturalmente, ma questi vini sono uniti dall'energia, dall'esuberanza e dallo splendore di un'annata meravigliosamente calda e solare come il 2015”.
Un po’ più cauto negli entusiasmi è Walter Speller, corrispondente italiano del prestigioso sito inglese di Jancis Robinson: "Non sono mai stato uno che scrivere di getto la propria valutazione dopo una degustazione completa di ogni nuova annata, perché mi piace prendermi il tempo per riflettere… In ogni caso seducente è il termine che riassume molti dei Brunello 2015. Probabilmente è ciò che il mercato stava aspettando e ritengo che sarà un successo commerciale".
Anche Daniele Cernilli, direttore e curatore della "Guida Essenziale ai Vini d'Italia", esprime un giudizio che si orienta a sottolineare l’articolazione delle singole qualità presentate: “L’annata 2015, grazie alla natura e all’esperienza dei produttori, evidenzia diversità e particolarità.  Comunque una non omogeneità su oltre 250 produttori è ovvia. Quello che risalta è che i bravi produttori diventano sempre più bravi e sono sempre più numerosi, mentre altri arrancano intrappolati in una rigidità di conduzione di vigna e cantina troppo ancorata a una tradizione maturata in annate passate che avevano andamenti climatici diversi dalle attuali”.
Il Casisano Brunello di Montalcino DOCG 2015, un eccellente esempio delle caratteristiche distintive dell’annata.
Durante l’anteprima “Benvenuto Brunello” la famiglia Tommasi ha presentato il “suo” Casisano Brunello di Montalcino DOCG 2015 .
Prima annata, il 2015, ad essere seguita totalmente, dalla vigna alla cantina, dagli enologi Giancarlo Tommasi ed Emiliano Falsini.
Questo Sangiovese Grosso in purezza, nasce nei nove ettari di vigneti del Podere Casisano, dedicati esclusivamente alla produzione di Brunello. Nel corso delle degustazioni il Casisano Brunello 2015 si è subito distinto per caratteristiche e personalità. Si apre infatti all’olfatto con un’elegante e fresca complessità delle note fruttate e speziate tipiche del Sangiovese.  Molto piacevole l’armonia gustativa con la grande struttura che si accompagna a tannini vellutati e a una lunga persistenza. Non a caso questa novità ha ottenuto subito giudizi significativi:
> 94/100 jamessuckling.com
> 91/100 robertparker.com Wine Advocate
> 17+ jancisrobinson.com.
Un eccellente esordio quindi, soprattutto in una prospettiva di crescita futura.  Infatti, già l’annata 2016 ha fornito indicazioni importanti. Lo stesso James Suckling ha dichiarato: “Un'altra cosa importante da ricordare è l'alta qualità della vendemmia 2016. I Brunelli saranno disponibili nel gennaio 2021, un anno dopo il 2015. Abbiamo assaggiato solo una dozzina di 2016 ed erano di qualità fantastica. Ma abbiamo i nostri dubbi sul fatto che l'annata sarà migliore del 2015. Indipendentemente da ciò, abbiamo chiaramente due eccellenti annate in successione”. Mentre Monica Larner è più decisa: “Le degustazioni in botte suggeriscono che l'imminente annata 2016 si distingue per una freschezza con più acidità. L'annata 2016 è probabilmente superiore al 2015 in termini di longevità e invecchiamento in cantina.” Kerin O’Keefe di Wine Enthusiast è d’accordo con quest’ultimo parere, definendo “Great” la 2016, che promette di essere davvero eccezionale grazie alle condizioni di crescita quasi perfette per il Sangiovese, per cui le degustazioni da botte mostrano il potenziale per vini fragranti, strutturati e bilanciati che vantano finezza e longevità.Viene quindi da chiedersi quanti massimi punteggi ci saranno con l’annata 2016, già da molti ritenuta migliore della precedente.
 


BENVENUTO AL BRUNELLO DI MONTALCINO DOCG 2015

La prima grande annata firmata della famiglia Tommasi.
Montalcino (SI), 21 febbraio 2020 - Dal 21 al 24 febbraio, durante la manifestazione “Benvenuto Brunello”, organizzata dal Consorzio del Vino Brunello di Montalcino e negli incontri che si terranno a Casisano, la famiglia Tommasi, viticoltori dal 1902, presenterà il “suo” primo Brunello.
Prima annata, il 2015, a essere seguita totalmente, dalla vigna alla cantina, dagli enologi Emiliano Falsini e Giancarlo Tommasi.
Il Casisano Brunello, Sangiovese Grosso in purezza 100%, nasce nei nove ettari di vigna dedicati esclusivamente alla produzione di Brunello di Podere Casisano, allevati a cordone speronato con esposizione sud-est, su un terreno misto, ricco di scheletro e galestro.
Nel 2015, si sono create le condizioni ambientali ideali (inverno mite, primavera piovosa nella norma, estate asciutta, autunno variabile con ottime escursioni termiche) per ottenere delle uve con una notevole complessità di aromi ed eleganza dei tannini e un’acidità naturale ben al di sopra della media, determinanti per realizzare un prodotto di altissimo e raro livello qualitativo.
“La vendemmia 2015 è da considerare una delle migliori delle ultime decadi per il suo andamento climatico ideale in tutte le stagioni” - afferma l’enologo Emiliano Falsini, responsabile della produzione di Casisano – “Amare Montalcino è un atto di fede nei confronti del Sangiovese, una denominazione, quella del Brunello in continua evoluzione ma sempre fedele al suo unico grande amore; un territorio che ha saputo rinascere ancora più forte sempre nel segno distintivo del suo vitigno principe e grazie a grandi produttori che non hanno rinunciato mai alla qualità.  La 2015 segna un nuovo percorso anche per Casisano, splendida azienda in uno dei punti più alti della denominazione, dove eleganza, acidità e freschezza sono ciò che questo splendido territorio ci offre e abbiamo cercato di racchiudere in questo grande vino”.
 Caratteristiche organolettiche e lavorazione in cantina
Il Casisano Brunello di Montalcino DOCG 2015, si distingue per il colore rubino profondo e tendente al granato.  Si apre all’olfatto con un’elegante e fresca complessità delle note fruttate e speziate tipiche del Sangiovese.  Molto piacevole l’armonia gustativa con la grande struttura che si accompagna a tannini vellutati e a una lunga persistenza. Il percorso in cantina del Brunello di Montalcino 2015 segue il metodo tradizionale di macerazione sulle bucce per circa venticinque giorni a cui si aggiungono tre anni di maturazione in botti di rovere di Slavonia con una capacità massima di sessanta ettolitri e un affinamento in bottiglia di almeno sei mesi.