Nasce il Tommasi Wine Club con una raffinata selezione dei migliori prodotti e privilegi esclusivi

Nasce il progetto Tommasi Wine Club per raggiungere la community online di appassionati con i vini più iconici e premiati dell’azienda.

Con il desiderio di condividere i prodotti premiati con i più appassionati, Tommasi avvia una nuova esperienza pensata e dedicata al pubblico più esigente. Il Tommasi Wine Club, online all’interno del portale Tommasi Wine Hospitality, offre la possibilità di accedere a prodotti selezionati e di scoprire le etichette più pregiate.

«Abbiamo pensato al Wine Club come ad uno strumento esclusivo ed innovativo per prenderci cura degli amanti dei nostri vini e degli appassionati. Un progetto in cui credo molto e che è stato concepito per creare un legame diretto e di fidelizzazione con la nostra community – spiega Pierangelo Tommasi, direttore generale – Il Tommasi Wine Club rientra a pieno titolo nella strategia che abbiamo messo in atto già da tempo per essere più responsive, sfruttando le possibilità che l’online mette a disposizione. L’interesse verso la vendita diretta al consumatore attraverso i Wine Club è una tendenza in crescita, stimolante, ma non per questo facile. Il target di clienti va coccolato, incoraggiato e indirizzato a provare nuove tipologie di vino o esperienze di degustazione in cantina. Sono necessarie costanza, energia e continuità nel coltivare ogni relazione prima e dopo l’acquisto. È quindi un progetto molto impegnativo. Sono convinto tuttavia che investire direttamente sui consumatori sia vincente perché il modello dei consumi è in evoluzione e c’è di fatto una crescita della domanda».

Il Tommasi Wine Club mette a disposizione diverse tipologie e modalità di abbonamento che permettono di ricevere una selezione sempre nuova di prodotti appositamente selezionati. Tutti i piani di abbonamento includono il Tommasi Amarone della Valpolicella Classico – Limited edition, la bottiglia celebrativa del 120 anniversario dell’azienda. Non solo vino, ma anche esperienze di degustazione in cantina e benefit per i servizi offerti da Villa Quaranta Tommasi Wine Hotel & Spa.

Il progetto del Tommasi Wine Club si inserisce all’interno di una progettazione ampia e lungimirante di sviluppo. La famiglia mira al pubblico degli appassionati, dando la possibilità di ricevere a casa una selezione raffinata di prodotti esclusivi e allo stesso tempo di interfacciarsi con nuovi prodotti ed esperienze.


Tommasi si conferma eccellenza dell’enologia Italiana con prestigiosi riconoscimenti

Prestigiosi riconoscimenti dalle più importanti guide di settore premiano il progetto di crescita e consolidamento di Tommasi Family Estates e testimoniano la dedizione e l’attenzione alla qualità in tutte le tenute del gruppo, dalla Valpolicella in Veneto al Vulture, in Basilicata, passando da Montalcino, Toscana.

De Buris Amarone della Valpolicella Classico Riserva docg si conferma perla enologica della famiglia Tommasi meritando il premio Fero come miglior Rosso da invecchiamento dall’Associazione Sommelier del Veneto, oltre alle  4 viti AIS, i 3 Bicchieri del Gambero Rosso, i Faccini della Guida essenziale Doctor Wine di Cernilli e la Corona da ViniBuoni d’Italia; Corona meritata anche dal Tommasi Amarone della Valpolicella Classico docg, unica azienda del territorio con due Amarone premiati con il massimo riconoscimento da ViniBuoni d’Italia. Il Ca’ Florian Amarone della Valpolicella Riserva è stato premiato invece da Bibenda con i 5 grappoli e dalla Guida Top Cento dei vini Veronesi. 4 stelle da ViniBuoni per il Ripasso e per il Rafaèl Valpolicella Classico Superiore doc, che ha strabiliato Micheal Garner della rivista inglese Decanter che gli ha assegnato il punteggio di 95/100.
Molto bene anche il progetto Le Fornaci per cui il Lugana Riserva doc è stato premiato con le 4 Rose Camune da AIS Lombardia e il Lugana d’annata con il premio della Guida Top Cento ai vini di Verona.

Spicca la produzione di Casisano Montalcino sia per il Colombaiolo Brunello Riserva sia per il Brunello con ottimi punteggi tutti ben oltre i 90/100 dalle guide nazionali e in particolare le riviste straniere di settore come Wine Spectator, Vinous, Decanter, James Suckling e Falstaff.

Paternoster Don Anselmo Aglianico del Vulture Superiore doc si conferma icona del territorio lucano con 4 viti dalla guida Ais, 93/100 da Veronelli e 95/100 da Cernilli-DoctorWine ed il Synthesi Aglianico del Vulture si merita il premio BereBene 2023 dal Gambero.

Caseo, la tenuta dell’Oltrepo pavese, patria del Pinot Nero e delle bollicine ha meritato le 4 rose Camune da Ais Lombardia.

Tommasi Family Estastes si conferma un progetto ampio, lungimirante e di successo.


De Buris Amarone è il miglior vino rosso da invecchiamento del Veneto

La Guida Vinetia, dell’associazione sommelier del Veneto assegna l’ambito premio Fero a De Buris Amarone, perla enologica della famiglia Tommasi

De Buris Amarone della Valpolicella Classica docg Riserva 2011, si aggiudica il Premio Fero, assegnato dall’Associazione Italiana Sommelier Veneto, come migliore vino rosso da invecchiamento, il migliore della categoria. Sono solo sette infatti, i vini che oltre ad essere stati inseriti all’interno dell’edizione 2023 di Vinetia.it – Guida ai vini del Veneto, hanno ottenuto il punteggio assoluto più alto all’interno delle rispettive categorie.
De Buris Amarone della Valpolicella Classico Riserva docg 2011, si è aggiudicato quindi il massimo riconoscimento di Vinetia.it – Guida ai vini del Veneto con il punteggio assoluto più alto oltre alle 4 viti, della guida nazionale Ais Vitae. Ai riconoscimenti dell’associazione sommelier, si aggiungono i Tre Bicchieri del Gambero Rosso, i faccini ed il punteggio di 97/100 della guida Doctor Wine di Daniele Cernilli e la corona assegnata dalla guida Vini Buoni d’Italia.

De Buris Amarone si conferma dunque perla enologica della famiglia Tommasi, che ha meritato premi e successi dalla critica nazionale ed internazionale per ogni annata prodotta.


I rossi icona di Tommasi premiati da James Suckling

Amarone, Ripasso, Rafaèl e Amarone Riserva sono l’essenza della Valpolicella Classica e di Tommasi.

Siamo molto orgogliosi di condividere i punteggi di James Suckling, che questi quattro grandi vini rossi hanno meritato.

Li avete mai provati in una fresca giornata di fine estate?

94 Punti –Tommasi Ca’ Florian Amarone della Valpolicella Classico Riserva DOCG 2013
Un accento speziato e pepato salta fuori per primo, seguito da ciliegie scure essiccate, more, uvetta, olive scure e legno di cedro. Davvero morbido e composto, con un corpo da medio a pieno ricoperto di tannini fondenti e cioccolatosi.

94 Punti –Tommasi Amarone della Valpolicella Classico DOCG 2018
Al naso frutti di bosco e more essiccate, insieme ad arance, cioccolato fondente e terra secca. Palato corposo e di grana fine, con una struttura compatta e un fantastico equilibrio, che indica un buon potenziale di invecchiamento. Lungo e sapido, ma riservato. Un Amarone da manuale con freschezza, sapidità e concentrazione. Bevibile ora, ma meglio dargli un po’ di tempo. Prova nel 2024 o più tardi.

93 Punti – Tommasi Valpolicella Ripasso Classico Superiore DOC 2019
Note di frutti di bosco maturi, noci, spezie leggere, scorza d’arancia essiccata e cioccolato fondente. Di medio corpo con tannini decisi e carattere di frutta vivace e croccante. Maturo e concentrato, ma pulito e fresco allo stesso tempo. Finale persistente. 

92 Punti – Tommasi Valpolicella Classico Superiore Rafaèl DOC 2020
Sentore che va da caramelle al caffè a ciliegie al forno, fragole essiccate e cioccolato al peperoncino. Abbastanza succoso e rotondo, con un apprezzabile carattere agrodolce alla bacca e al frutto prugna. Corpo da medio a pieno con tannini decisi ma fini e un finale medio-lungo.


Vinous premia Tommasi

Vinous ha pubblicato il report sui vini Valpolicella di Eric Guido.

Vinous è la visione di Antonio Galloni di una moderna pubblicazione di vino. Il team di rinomati critici e scrittori di Vinous offre una copertura approfondita di nuove uscite, retrospettive e verticali di vini più vecchi.

Siamo felici e orgogliosi di condividere i grandi riconoscimenti meritati e ciò che Eric Guido ha scritto sui nostri vini.

Scarica i premi

96 | DE BURIS AMARONE DELLA VALPOLICELLA CLASSICO DOCG RISERVA 2010

L’Amarone della Valpolicella Riserva De Buris 2010 avvolge con un mix intenso e speziato di agrumi, amarene, cipria e cioccolato fondente. Mi piace il passaggio in bocca, con un accento erbaceo che bilancia i suoi ricchi frutti. Si tratta di un vino morbido ma verticale, poiché l’acidità aggiunge equilibrio, saturando il palato con spezie intense, mentre diventa piuttosto minerale sul finale. È giovane e denso e con un potenziale sorprendente, lasciando il palato ricoperto di tannini netti, quasi limosi, insieme a sentori di liquirizia e spezie amare. Il 2010 è semplicemente stupendo e con il potenziale di affinamento da due a tre decenni o più.

95 | AMARONE DELLA VALPOLICELLA CLASSICO RISERVA CA’ FLORIAN 2013

Masse di ciliegie pressate, fiori secchi, cannella, chiodi di garofano e polvere di nocciolo creano un bouquet seducente mentre l’Amarone della Valpolicella Classico Riserva Ca’ Florian 2013 sboccia nel bicchiere. È vellutato ed elegante con sentori di frutti rossi scuri e spezie che si intrecciano con un’intensa mineralità e tannini fini. Lascia lavanda, liquirizia e cioccolato fondente per tutto il finale. Questo è un vino strutturato e interessante. Wow, il 2013 Ca’ Florian è davvero eccezionale!

92 | AMARONE DELLA VALPOLICELLA CLASSICO 2017

L’Amarone della Valpolicella Classico 2017 si apre con una freschezza balsamica, al naso si percepiscono sentori di bacche rosso vivo e fiori secchi. Ha un carattere vellutato e minerale, con profondità di frutti rosso scuro e spezie, tutti evidenziati da un’acidità intensa,  creando un vino altamente bevibile, mentre sviluppa toni con sentori di rosa verso la chiusura. È strutturato ed elegante, con accenti di frutti scuri ed erbe aromatiche. Un Amarone potente e profondo.

Giancarlo Tommasi, enologo

91 | VALPOLICELLA CLASSICO SUPERIORE RAFAEL 2019

Più sapido che dolce e con erbe selvatiche, ha aromi di foglia di pomodoro, pietra focaia e sentori di lavanda, che riempiono il bicchiere mentre sboccia il Rafael Valpolicella Classico Superiore 2019. È setoso ma succoso e straordinariamente fresco con ciliegie croccanti e una sfumatura amara di spezie. Finale lungo, speziato e minerale, accompagnato da frutti scuri e spezie esotiche. Sapido, intenso e con solo il 12% di gradazione alcolica, il Rafael 2019 è un Valpolicella Classico splendido e di carattere.

90 | LUGANA RISERVA LE FORNACI 2018

Il Lugana Riserva Le Fornaci 2018 si apre lentamente, mentre nel bicchiere si forma un invitante bouquet di pietra focaia, mele verdi e fiori esotici. Ha una consistenza vellutata con un corpo medio, con sfumature agrumate e fiori bianchi che si inarcano attraverso il palato. La vivace acidità mantiene una freschezza e una precisione sorprendenti per tutto il tempo. Questo Lugana Riserva 2018 ha un finale sia lungo che incredibilmente fresco, con una nota di clorofilla difficile da descrivere, ma sorprendente. Sono curioso di vedere cosa potrebbe rivelare da qui a uno o due anni di invecchiamento.


Casisano: eccezionali le annate del secolo 2015 e 2016; la 2017 si conferma ottima

Casisano si conferma fra i migliori Brunelli degustati dalla critica nazionale e straniera.
Le ultime annate in commercio di Rosso, Brunello e Colombaiolo Brunello Riserva donano valore aggiunto al territorio. Vini di antico lignaggio interpretati con mano contemporanea. La complessità si fa lineare e raffinata.

Le annate 2015 e 2016, definite “le annate del secolo” dalla critica enologica, hanno decretato in tutto il mondo il successo di  i vini di Casisano, un progetto ed una realtà a cui la famiglia Tommasi con l’enologo Emiliano Falsini ha creduto con fermezza e determinazione.
Bene anche per il Brunello 2017, che ha ottenuto critiche e punteggi molto buoni, così come il Rosso di Montalcino 2020, BEST BUY per Wine and Spirit Magazine.
Vini che esprimono una pulizia al naso immediata, freschezza e acidità. Setosi e dalla grande capacità evolutiva.

2016201720152020
Casisano Brunello
di Montalcino docg
Casisano Brunello
di Montalcino docg
Casisano Colombaiolo Brunello di Montalcino Riserva docgCasisano Rosso
di Montalcino doc
94/100 James Suckling91/100 Decanter
BEST VALUE
94/100 Wine Spectator90/100 Wine&Spirits
94/100 Falstaff91/100 James Suckling93/100 DecanterBEST BUY
93/100 Wine Spectator90/100 Vinous92/100 Wine&Spirits
93/100 Vinous3 Bicchieri Gambero Rosso
91/100 Wine Advocate
91/100 Wine& Spirtis

CASISANO AWARDS

Obiettivo microzonazione
«Il podere – spiega Giancarlo Tommasi – si sviluppa su 53 ettari, di cui 22 vitati: 9 dedicati alla produzione di Brunello, 7 a quella di Rosso e 6 alla denominazione Sant’Antimo. Vigneti a 500 metri sul livello del mare e con un’esposizione a sud-est che ci permettono di perseguire obiettivi di alto profilo, vini con le nostre caratteristiche che sanno raccontare il territorio. Ci stiamo facendo un’azienda su misura, che punta sulla microzonazione. Tommasi dove investe vuole valorizzare il territorio. E qui è unico».

Eleganza e unicità
«Casisano – sottolinea Emiliano Falsini – è un cru all’interno della denominazione. Solo attraverso un’enologia rispettosa, poco invasiva e minimalista è possibile esaltare la tipicità e il legame con il territorio. I vini devono parlare un linguaggio fatto di carattere, eleganza e unicità».


De Buris: un must drink, raro e desiderato

De Buris Amarone della Valpolicella Classico docg Riserva, brilla tra i prestigiosi rossi del mondo e i grandi classici italiani, si conferma fra i migliori del mondo: un must drink, raro e desiderato.

La community di Vivino, il più grande marketplace digitale del vino, con i suoi 50 milioni di utenti, si è espressa.
Sono state raccolte tutte le recensioni e stilato le liste con i migliori vini di ogni categoria.

De Buris si conferma must- drink della stagione secondo Vivino, e fra i 100 vini migliori del mondo: i più rari, i più desiderati e i più costosi.

Si aggiungono anche per l’annata 2010 i massimi riconoscimenti delle più importanti guide italiane e recensioni ottime dalla più prestigiosa critica straniera, a conferma di un percorso volto esclusivamente alla qualità e all’eccellenza.

De Buris è la potenzialità massima che un singolo vigneto e un terroir, unico per le sue straordinarie qualità, possono esprimere in un vino. – commenta Giancarlo Tommasi, enologo – Mi piace pensare, con soddisfazione e orgoglio, che l’annata 2010 custodisca l’essenza della Valpolicella: De Buris rappresenta la reinterpretazione contemporanea delle tradizioni, delle tecniche ancestrali di lavorazione e al contempo l’eleganza e l’armonia di un’opera o, in altre parole, la bellezza.

PREMI

Premio De Buris - Art Verona

Si assegna quest’anno, per la prima volta, il Premio De Buris, in collaborazione con ArtVerona.
L’arte è il fil rouge, che negli anni ha accompagnato e raccontato questo vino superbo, perla enoica della famiglia Tommasi, che ha quindi deciso di valorizzare la creatività di tutti i giovani artisti figurativi italiani e stranieri under 35.

Il premio prevede l’acquisizione di un’opera che esprima l’essenza dell’annata 2010 di De Buris e sappia esaltare il lusso del Tempo: tale scelta nasce infatti dalla volontà di ricordare il Tempo come concetto centrale del progetto vinicolo e culturale legato a De Buris e per trasmettere l’impegno a sostegno della ricerca, della visibilità e del talento delle giovani generazioni.

Fare il Deserto | Marco Rossetti
“Fare il deserto” hanno per soggetto avvenimenti del passato: foto di eventi storici, guerre, paesaggi. I soggetti sono però resi indistinguibili dall’utilizzo dinamico che se ne fa nell’opera. In Fare il deserto il passato non è venerato o riprodotto fedelmente e nemmeno criticato o rinnegato. Antonio Gramsci, nei suoi Quaderni dal carcere, scriveva  che il valore di una generazione si giudica sulla base del giudizio che dà alla generazione precedente. Una generazione che svaluta il passato, che rimprovera la generazione precedente di non aver fatto ciò che essa stessa dovrebbe fare, utilizzandolo come alibi, è una generazione meschina, senza fiducia in se stessa. “Fare il deserto per emergere e distinguersi”.
Il passato è materiale vivo di cui siamo fatti. Plasmare e far emergere nuove forme e costruire le nostre cattedrali.
Non è importante leggere perfettamente l’immagine di base ma il fatto stesso che sia  smossa, rivoltata, rimaneggiata per creare nuovi significati.
Una generazione che sa far solo soffitte si lamenta che i predecessori non abbiano già costruito palazzi di dieci o trenta piani. Dite di esser capaci di costruire cattedrali, ma non siete capaci che di costruire soffitte.”

Il premio De Buris è assegnato a Marco Rossetti – Galleria Nicola Pedana con l’opera Fare il deserto per emergere e distinguersi per lo stretto nesso con il progetto, che è la reinterpretazione contemporanea di tradizioni e tecniche ancestrali di lavorazione dell’Amarone, e la storia della Famiglia Tommasi, oggi alla quarta generazione, custode di un passato ancora vivo, ma capace di plasmarlo in nuove forme per far emergere nuove tendenze ed un prodotto di vera eccellenza.
De Buris infatti vuole distinguersi e tracciare un nuovo stile non solo in termini di prodotto, ma anche di comunicazione e collaborazioni trasversali.

È il legame con un artista che sa guardare e sentire il presente cogliendo i semi del futuro; è il modo perfetto per celebrare l’eccezionalità di De Buris Amarone della Valpolicella Classico docg Riserva 2010.


Tommasi Family Estates: en plein di premi

La produzione delle tenute Tommasi Family Estates si conferma un’eccellenza del Made in Italy.
Ottimi i riconoscimenti delle principali guide italiane e i punteggi dalla critica di settore internazionale.

In alto in calici per un brindisi al successo!

SCARICA QUI TUTTI I PREMI

DE BURIS
Amarone della Valpolicella Classico Riserva docg 2010

Gambero Rosso  3 BICCHIERI
Wine Spectator  93/100
James Suckling  92/100
Doctor Wine      96/100
Vini Buoni d’Italia CORONA


TOMMASI
CA’ FLORIAN Amarone della Valpolicella Classico Riserva docg 2012
Gambero Rosso   3 BICCHIERI
Decanter              94/100
Vinous                 94/100
James Suckling    94/100
Falstaff                 94/100
Wine & Spirits     91/100
Bibenda               5 GRAPPOLI
Vini di Veronelli   94/100
Vini Buoni d’Italia CORONA
Meininger            92/100
Merano Wine Festival   ORO / GOLD

TOMMASI

AMARONE della Valpolicella Classico docg 2017
James Suckling   93/100
Wine Spectator  91/100
Luca Maroni       92/100
Vini Buoni d’Italia CORONA

RIPASSO Valpolicella Classico Superiore doc 2018
James Suckling 92/100
Vini Buoni d’Italia 4 STELLE

RAFAÈL Valpolicella Classico Superiore doc 2019
James Suckling 93/100
Vini Buoni d’Italia 4 STELLE

LE FORNACI Lugana doc 2020
Decanter 91/100
James Suckling 90/100
Falstaff 90/100
Luca Maroni 91/100
Vini Buoni d’Italia 4 STELLE

LE FORNACI Lugana Riserva doc 2018
James Suckling 91/100

LE FORNACI Rosé Vino Rosato 2020
Decanter 92/100
Falstaff 90/100

CASISANO – MONTALCINO

COLOMBAIOLO Brunello di Montalcino Riserva docg 2015
Gambero Rosso  3 BICCHIERI
Wine Spectator  94/100
Decanter            93/100

Brunello di Montalcino docg 2016
James Suckling 94/100
Falstaff 94/100
Wine Spectator 93/100
Vinous 93/100
Luca Maroni 91/100
Decanter 90/100
Wine Enthusiast 90/100

Rosso di Montalcino doc 2019
James Suckling 91/100

 

POGGIO AL TUFO – MAREMMA TOSCANA

ROMPICOLLO Sangiovese Cabernet Sauvignon Toscana igt 2018
James Suckling 92/100
Luca Maroni 91/100

Cabernet Sauvignon Toscana igt 2019
James Suckling 91/100

MASSERIA SURANI – PUGLIA

DIONYSOS Primitivo di Manduria Riserva doc 2015
Wine Enthusiast     91/100
Wine Spectator     90/100
James Suckling      90/100
Vinous                   90/100

HERACLES  Primitivo di Manduria doc 2019
James Suckling     90/100

SURANI Primitivo di Manduria doc 2019
Luca Maroni 91/100

PATERNOSTER – BASILICATA

DON ANSELMO Aglianico del Vulture Superiore docg 2016
Gambero Rosso 3 BICCHIERI
Vinous 94/100
Falstaff 94/100
Wine Spectator 93/100
Wine Enthusiast 93/100
James Suckling 92/100
Wine & Spirits 92/100
Robert Parker 92/100
Jancis Robinson 17++/20
Bibenda 5 GRAPPOLI
Vini di Veronelli 3 STELLE
Vini Buoni d’Italia 4 STELLE
Merano Wine Festival ORO / GOLD
Doctor Wine 95/100
AIS Vitae 4 VITI

SYNTHESI Aglianico del Vulture doc 2017
Gambero Rosso 2 BICCHIERI
Falstaff 91/100
James Suckling 90/100
Wine Spectator 90/100  – SMART BUY
Vinous 90/100
Jancis Robinson 17/20
Vini Buoni d’Italia GOLDEN STAR

 

CASEO – LOMBARDIA
470 Pinot Nero Brut Metodo Classico

James Suckling 91/100

530 Pinot Nero Brut Rosé Metodo Classico
James Suckling 91/100


Verona, l’estate tra Vino e Opera

Veneto terra di amici, Verona terra d’amore” cantava Jovanotti in un suo ritornello dedicato alla città di Romeo e Giulietta. Un luogo che vanta tradizioni romane e romantiche, culturali ed enogastronomiche, tra cui il vino e l’Arena, due elementi che colorano da almeno un secolo l’estate veronese. Dalle sue notti più calde di fine giugno a quelle miti di inizio settembre. All’ombra del lago di Garda con un bicchiere di Le Fornaci Lugana doc, o durante una passeggiata tra i campi pronti per la vendemmia con un calice di Valpolicella doc. Perché solo due cose l’innalzarsi delle temperature non può fermare: una buona bottiglia di vino e il consueto appuntamento con l’opera. Una tradizione che vanta anni e anni di conclamato successo, con lavori che portano il nome di artisti come Riccardo Cocciante o Riccardo Muti, la cui ultima Aida ha aperto la stagione lirica 2021. Ma per capirne le origini bisogna fare un passo indietro.

Era il 1913 – gli stessi anni in cui anche Tommasi iniziava a far conoscere il proprio nome per le vie della città – e per la prima volta l’Aida portò in scena le meraviglie dell’opera.

«Credo che sia l’opera più areniana in generale, è difficile che qualcuno non la associ all’Arena di Verona come grande manifestazione visiva e vocale».

Alberto Gazale, baritono nato a Sassari, sorride mentre sul palco dell’Arena si prepara a portare in scena Amonasro, padre di Aida nell’omonima opera di Verdi, a 22 anni dalla prima volta in quel ruolo. Verona è stata la sua seconda casa, qui ha gettato le basi dell’enorme successo che lo ha portato a esibirsi sui teatri più prestigiosi del mondo. Dalla Fenice, alla Scala, passando per il Wiener Staatsoper di Vienna e il Teatro Bol’šoj di Mosca.

«Artisticamente sono nato quasi in Arena, la mamma di tutta l’arte veneta. Nel 1999 ho fatto la mia prima Aida qua, ma nel ‘98 avevo debuttato con “Il ballo in maschera” (opera di Giuseppe Verdi, ndr) con la regia di Giuliano Montaldo, la prima della stagione. Per me tornare a Verona quasi ogni anno è veramente un grande riconoscimento e una grande gioia».

In platea intanto prendono posto gli spettatori, per un’altra serata sold-out. Italiani, stranieri, coppie e persone sole, adulti ma anche bambini. Ventagli colorati da anni svolazzano tra le sedie, o calici di vino per accompagnare lo spettacolo.

«Non potevo avere dimora in Valpolicella e non amare i grandi vini veneti e veronesi, – sottolinea Gazale, – l’Amarone in primis, ma anche Ripasso, Recioto e tutti quei vini che hanno fatto la storia. Diciamo che il vino ha molto a che vedere con l’arte. È fatto di sensazione, psicologia, abbinamenti ed emozioni, e la combinata grande vino e grande rappresentazione artistica è l’apoteosi. Ho conosciuto pochi artisti ben navigati che non avessero passione anche per l’enologia che fa parte della nostra cultura radicatissima. Una delle cose migliori che sappiamo fare».

Nelle gallerie dell’Arena gli artisti iniziano a prepararsi per la recita: qui si sentono i loro vocalizzi, mentre le comparse mezze truccate e mezze vestite corrono da una parte all’altra dei corridoi. Anche perché in Arena ogni sera è una nuova sfida.

«Scegliere l’opera preferita è un po’ come scegliere tra i figli. Dipende dal regista, dal direttore d’orchestra, cambiano i colleghi e la stessa opera può avere o meno grande fascino. Ma la cosa importante è amare soprattutto quell’allestimento, perché la forza dell’opera è l’estemporaneità. Ogni recita e ogni sera sono diverse dalle altre».

Così come ogni bicchiere di vino può portare a un risvolto diverso, soprattutto in Valpolicella, dove il percorso sensoriale dal Rafaèl Valpolicella Classico Superiore doc, al Ripasso Valpolicella Classico Superiore doc fino all’Amarone della Valpolicella Classisco docg è un’esperienza di armonia senza fine, lo testimoniano anche le ottime recensioni del noto critico James Suckling.