Val Polis Cellae - Domenica 10 ottobre 2021

Cantine Aperte, Sapori e Arte in una terra unica
Domenica 10 Ottobre 2021

Una domenica d’autunno fra i vigneti di alcune fra le migliori cantine della Valpolicella, dove vengono custoditi con cura i segreti per la produzione dei grandi Rossi della Valpolicella: Amarone, Ripasso e Valpolicella.
Ecco, questo è il Val Polis Cellae!

INFO & PRENOTAZIONI

Vi aspettiamo nella nostra Welcome Area di Pedemonte dalle 10.00 alle 17.00 per un Tour della Cantina Magnifica, della Galleria e della Cantina Storica e l’intrattenimento musicale dei The Lovers Vinyl.

In degustazione:  Tommasi Rafael Valpolicella Classico Superiore doc e Tommasi Amarone della Valpolicella Classico docg
Box monoporzione di salumi e formaggi in collaborazione con Villa Quaranta € 8.50 per persona.

Scopri tutti i 5 percorsi, nelle cinque valli storiche, per scoprire un territorio unico, i vini e la gente che hanno reso questo territorio famoso in tutto il mondo.

  1. Percorso SANT’AMBROGIO DI VALPOLICELLA/FUMANE
    cantine: TENUTE FASOLI LORENA, CORTE BRAVI, BOSCAINI CARLO, SCRIANI
  2. Percorso FUMANE/MARANO
    cantine: MICHELE CASTELLANI, FLATIO, GERARDO CESARI,
  3. Percorso MARANO DI VALPOLICELLA
    cantine: ALDRIGHETTI, LE MAROGNOLE, NOVAIA, LE BIGNELE
  4. Percorso SAN PIETRO IN CARIANO
    cantine: TOMMASI, MIZZON, FARINA,  IGINO ACCORDINI
  5. Percorso NEGRAR DI VALPOLICELLA
    cantine: LA DAMA , CORTE MARTINI, FRANCHINI, SARTORI

 

Il biglietto acquistato è valido per tutti e 5 i percorsi.
Come previsto dal decreto-legge n. 105 del 23.07.2021, è obbligatorio esibire la certificazione Covid ( Green Pass ) per accedere a congressi, convegni ed eventi. È inoltre obbligatorio indossare una mascherina medica.


Le Fornaci Lugana Riserva, the highest expression of Lake Garda

Tommasi launches its Le Fornaci Lugana Riserva, the maximum expression of wine from Lake Garda

The 2018 Riserva, a perfect combination between grape variety and terroir, completes the Le Fornaci project promoted by the Tommasi family in honor of one of Italy’s top-quality wine zones: Lake Garda

From the very heart of the Lugana denomination – and the vines of the Tommasi family’s Le Fornaci estate at Sirmione near Lake Garda – comes the 2018 Le Fornaci Lugana D.O.C. Riserva, the maximum expression of the Turbiana variety and a flagship for a wine region that is one of finest in our country.

After the 2020 Lugana D.O.C. and  2020 Le Fornaci Rosé, the Le Fornaci project is completed by another great new wine: the 2018 Riserva, an exclusive and complex white wine that reveals the more “lacustrine” and mineral style of Lugana.

«The 2018 Riserva is an elegant yet intense Lugana, which encapsulates the delicate, fresh aromas of Lake Garda: a white that is destined to represent the top quality level of our production and which will be made only in the finest vintages» comments Piergiorgio Tommasi, Sales Director of Tommasi Family Estates. «The Riserva is also a historic wine, capable of expressing the qualities of a unique terroir that our family – for several generations now – has worked hard to highlight: this wine in fact represents the top-of-the-range product of our Le Fornaci project, which we have promoted in the last few years in order to pay homage to the wonderful natural environment of a wine region that is one of the best in Italy, that of Lake Garda. We hope that through this wine, which represents for us a perfect combination between the grape variety and the terroir, all wine lovers may enjoy, together with us, the wonders, scents and flavors of this magnificent area of our country».

Le Fornaci Lugana Doc Riserva 2018 is a substantial white, produced entirely from Turbiana grapes, which matures partly in wood, thanks to which it acquires greater structure and complexity.

A pale yellow in color, with brilliant golden highlights, this Riserva displays a rich bouquet that harmoniously combines fresh, mineral notes with those of ripe yellow fruits. Its concentrated aroma also includes floral and citrusy hints as well as delicate honeyed tones, and it has an elegant aftertaste of vanilla and walnuts. The wine is broad in the mouth, with fresh tangy notes on the end palate. It has a long, intriguing, mouth-filling finish, with crisp acidity and well-balanced structure.

The 2018 Lugana Riserva is a top-quality wine that enhances the typical cuisine of Lake Garda, combining perfectly with freshwater fish, pasta dishes and moderately mature cheeses, but also with meat-based main courses.

 

The 2018 vintage

Summary: a complicated vintage that however translated into absolutely one of the very best for Lugana.

Harvest: it was possible to obtain excellent ripening thanks to intense work in the vineyards.

Climatological considerations: the winter and spring were very rainy, with a hot summer and particularly dry August; from early September onwards, there were ideal thermal excursions for completing the ripening process.

Agronomic considerations: a good harvest took place on the loamy, sandy soils, which are conducive to developing a larger quantity of aromatic precursors in the grapes.

 

 

 

Vinification and maturation

After manual harvesting and the selection of the finest clusters, a delicate, soft pressing of the whole bunches takes place. Our vinification protocol is very strict: fermentation of 25% of the must in 500-hectoliter French oak barrels and 75% in stainless steel; both wines mature for 18 months, followed by blending of the two, bottling, and 6 months’ bottle-aging.

 

Le Fornaci Lugana Riserva in figures:

3,327 bottles produced; 1,000 destined for the Italian market.


Le Fornaci Lugana Riserva, la più alta espressione del Garda

Il Lugana Riserva 2018, perfetto connubio tra vitigno e territorio, completa il progetto Le Fornaci, che la famiglia Tommasi promuove in omaggio a una regione vincola tra le più vocate d’Italia: il Lago di Garda

Dal cuore pulsante della denominazione Lugana, a Sirmione a pochi passi dal Lago di Garda, tra i filari della tenuta Le Fornaci della Famiglia Tommasi, nasce Le Fornaci Lugana Riserva doc 2018, massima espressione del vitigno Turbiana ed emblema di un territorio tra i più vocati del Paese.

Dopo Le Fornaci Lugana DOC 2020 e Le Fornaci Rosé 2020, il progetto Le Fornaci si completa con un’altra grande novità enologica: la Riserva 2018, un vino bianco esclusivo e complesso, che esprime lo stile più “lacustre” e minerale del Lugana.

«La Riserva 2018 è un Lugana elegante e intenso, che racchiude i profumi delicati e freschi del Lago di Garda: un bianco destinato a rappresentare il vertice qualitativo della produzione che verrà vinificato solo nelle migliori annate  La Riserva è anche un vino storico, capace di esprimere le qualità di un terroir unico che la nostra famiglia, da generazioni, è impegnata a valorizzare: questo vino, infatti, rappresenta la punta di diamante del progetto Le Fornaci, che abbiamo promosso in questi anni per rendere omaggio ai paesaggi incredibili e a una regione vinicola tra le più vocate d’Italia, quella del Garda. Attraverso questo vino, che per noi rappresenta il perfetto connubio tra vitigno e territorio, ci piacerebbe che tutti gli appassionati e i winelovers potessero godere, insieme a noi, delle meraviglie, dei profumi e dei sentori di questo magnifico angolo del nostro Paese».
Giancarlo Tommasi, enologo

Le Fornaci Lugana Doc Riserva 2018 è un bianco importante, prodotto da uve Turbiana in purezza, che affina parzialmente in legno, grazie a cui acquisisce struttura e complessità.

Di colore giallo chiaro con riflessi dorati brillanti, la Riserva presenta un ricco bouquet che armonizza le note fresche e minerali con quelle di frutta gialla matura. Il ricco aroma combina sentori floreali e agrumati a delicate note di miele, con un elegante retrogusto di vaniglia e noci. Al palato, il vino si presenta ampio e chiude su note fresche e sapide. Ha un finale lungo avvolgente, intrigante e persistente, con una spiccata acidità e una struttura ben equilibrata.

Lugana Riserva 2018 è una bottiglia importante, che esalta i sapori tipici del Lago di Garda e si abbina perfettamente con il pesce di lago, i piatti di pasta, i formaggi di media stagionatura, ma anche con secondi di carne.


Le Famiglie Storiche – un racconto sull’Amarone

Si annuncia un autunno “caldo” e ricco di manifestazioni (Vinitaly in primis) molte delle quali legate al mondo del vino: quale momento migliore per presentare quel grande progetto al quale Le Famiglie Storiche hanno lavorato durante l’ultimo anno: un progetto corale sorretto dal forte desiderio di raccontarsi e condividere la passione per il proprio lavoro e il proprio territorio: il docufilm “Le Famiglie Storiche – un racconto sull’Amarone” con la regia del giovane regista Michael Gasparini.
L’idea di girare un docufilm sulle Famiglie è nata dall’esigenza, sempre più forte, da parte dell’Associazione di raccontare per immagini e parole la propria storia oramai decennale e quella dei suoi consociati, le 13 famiglie produttrici di Amarone che la costituiscono dal 2009.

Clicca QUI per vedere il docufilm

Le Famiglie Storiche rappresentano STORIA, perché tutte le aziende appartengono alla realtà della Valpolicella da moltissimi anni; PASSIONE perché prima di essere Viticoltori sono custodi del territorio e PROGETTO perché l’associazione nasce con lo scopo ben preciso di testimoniare il valore di una denominazione unica al mondo. E sono 13: alcune piccole, altre medie, certe decisamente di grandi dimensioni, comunque tutte sotto il comune denominatore dell’Amarone che producono da lungo tempo essendo proprietarie dei vigneti, ma ciascuna Famiglia, al di là dei numeri e degli obiettivi comuni, possiede una sua identità specifica.
Steso un primo script e affidata la regia al giovane regista originario della Valpolicella Michael Gasparini, la lavorazione del film si è svolta nei lunghi mesi di lockdown, durante i quali il virus – nonostante le difficoltà logistiche e organizzative – è servito a rafforzare ulteriormente il valore dello stare insieme. Filo conduttore: le interviste ai produttori sul loro modo di considerare e vivere l’Associazione, la Valpolicella e l’Amarone, intervallate da suggestive immagini in vigna.

“Il docufilm Le Famiglie Storiche – un racconto sull’Amarone – nasce come uno sforzo congiunto per identificare e divulgare quel patrimonio che i nostri nonni e padri prima di noi hanno custodito e contribuito a valorizzare e per garantire che venga trasmesso alle generazioni future. Un heritage che rappresenta l’eredità della tradizione, ma allo stesso tempo è parte concreta del nostro presente e stimolo verso il futuro. Un racconto di quella modalità tipica della famiglia in cui si condividono esperienze, passioni, problemi, ci si confronta in modo schietto e genuino, si cercano soluzioni insieme, pur mantenendo ognuno la propria identità”.
Alberto Zenato, Presidente dell’Associazione

“Ritenevo fondamentale dimostrare come si potesse comunicare tutti assieme con efficacia, ovviamente la difficoltà era creare un equilibrio fra 13 personalità estremamente differenti, e con stili comunicativi diversi. Quando proposi di realizzare le interviste in studio con un semplice sfondo bianco, quindi fuori del loro habitat abituale, fui sorpreso che tutti accettassero la proposta, felici di mettersi in gioco, nonostante qualcuno ridendo mi confidasse che non era mai stato intervistato né era abituato a parlare in pubblico. Questa difficoltà si è subito trasformata in sfida con un concetto ben definito: le interviste non sarebbero state di carattere tecnico o enologico, ma più personali, sul loro stile di vita e sulla loro passione. Alle stesse domande ciascuno rispondeva a modo suo, ma allineato, in una vera e propria comunità di intenti, che è quella che caratterizza appunto l’Associazione Le Famiglie Storiche.”
Michael Gasparini, regista

Il docufilm Le Famiglie Storiche – un racconto sull’Amarone rappresenta il punto di partenza di un autunno positivo, con un calendario fitto di appuntamenti in cui le Famiglie riprendono le attività e le degustazioni in presenza.

Il film è dedicato alla memoria di Luciano Piona di Terre d’Orti, improvvisamente mancato durante le riprese


Summer in Verona: Wine and Opera

Veneto terra di amici, Verona terra d’amore” (“Veneto land of friendship; Verona land of love”) is the chorus of one of an Italian song dedicated to the city of Romeo and Juliet: a place that boasts Roman and romantic, cultural and oeno-gastronomic traditions, which include wine and the Arena.
From the hot nights of June till the mild ones of September, Summer in the Verona area cannot but be spent on the shores of Lake Garda in the company of a glass of Le Fornaci Lugana D.O.C., or in the shade of an umbrella by the pool with a glass of Valpolicella D.O.C., served cool, if possible.
Because there are only two things that the rising temperatures cannot put a stop to: a good bottle of wine and the annual appointment with opera. The latter is a tradition that boasts years and years of huge success, with productions bearing the names of artists like Riccardo Cocciante or Riccardo Muti, whose latest “Aida” opened the 2021 season in Verona’s famous amphitheater. But, to discover its origins, we have to take a step back in time.

It was in 1913 – around the time that Tommasi, too, was beginning to make its name known around the city – that “Aida” brought the wonders of opera onto the stage of the Arena.

«I think that, of all the operas, it’s the one that’s most suited to this venue: it’s hard for anyone not to associate it – as a great visual and vocal event – with the Arena in Verona».

Alberto Gazale, the baritone born at Sassari in Sardinia, smiles on the stage of the Arena as he prepares to sing the part of Amonasro, Aida’s father in Verdi’s opera, 22 years after his debut here in this role. Verona has been his second home, and it is here that he laid the foundations for the enormous success that has led to him performing in the most prestigious theaters in the world, including La Fenice in Venice, La Scala in Milan, the Wiener Staatsoper in Vienna e the Bolshoi Theater in Moscow.

«Artistically speaking, I was practically born in the Arena, the mother of the art of opera in the Veneto. In 1999 I sang in my first “Aida” here, but in ‘98 I had made my debut in Giuliano Montaldo’s production of Verdi’s “Un ballo in maschera” (“A Masked Ball”), that season’s première. For me, coming back to Verona almost every year is a great source of satisfaction and a great joy».

Meanwhile, the audience are taking their seats for another sold-out performance: Italians, foreigners, couples and single people, adults but also children. For many years now, colored fans have fluttered amid the stalls and glasses of wine have accompanied the show.

«I couldn’t have a home in Valpolicella and not love the great wines of the Veneto and of Verona,» Gazale stresses, «Amarone above all, but also Ripasso, Recioto and all the great historic wines. We might say that wine has a lot in common with art. It is made up of sensations, psychology, connections and emotions, and the liaison of a great wine with a great artistic performance represents a real apotheosis. I have known few well-traveled artists who didn’t also have a passion for wine, which is an extremely deep-rooted part of our culture. It is one of the finest things we know how to do or make».

In the vaults under the Arena, the artists are beginning to prepare for the performance: here you can hear their vocal exercises, while the half- made-up and half-dressed extras run from one end of the corridors to the other. Because, in the Arena, every evening represents a new challenge.

«Choosing a favorite opera is a bit like having to choose between your children. It depends on the director, the conductor; the cast members change, and the same opera can have greater or lesser appeal. But the important thing is especially to love that production, because the strength of an opera is its impromptu nature. Every performance and every evening are different from the rest».

Just as, in the same way, every glass of wine can have a different effect, especially in Valpolicella, where the tasting from Rafaèl Valpolicella Classico Superiore doc, to Ripasso Valpolicella Classico Superiore doc  and Amarone della Valpolicella Classisco docg is an experience of never ending harmony, also evidenced by the excellent reviews of the well-known critic James Suckling.


Verona, l’estate tra Vino e Opera

Veneto terra di amici, Verona terra d’amore” cantava Jovanotti in un suo ritornello dedicato alla città di Romeo e Giulietta. Un luogo che vanta tradizioni romane e romantiche, culturali ed enogastronomiche, tra cui il vino e l’Arena, due elementi che colorano da almeno un secolo l’estate veronese. Dalle sue notti più calde di fine giugno a quelle miti di inizio settembre. All’ombra del lago di Garda con un bicchiere di Le Fornaci Lugana doc, o durante una passeggiata tra i campi pronti per la vendemmia con un calice di Valpolicella doc. Perché solo due cose l’innalzarsi delle temperature non può fermare: una buona bottiglia di vino e il consueto appuntamento con l’opera. Una tradizione che vanta anni e anni di conclamato successo, con lavori che portano il nome di artisti come Riccardo Cocciante o Riccardo Muti, la cui ultima Aida ha aperto la stagione lirica 2021. Ma per capirne le origini bisogna fare un passo indietro.

Era il 1913 – gli stessi anni in cui anche Tommasi iniziava a far conoscere il proprio nome per le vie della città – e per la prima volta l’Aida portò in scena le meraviglie dell’opera.

«Credo che sia l’opera più areniana in generale, è difficile che qualcuno non la associ all’Arena di Verona come grande manifestazione visiva e vocale».

Alberto Gazale, baritono nato a Sassari, sorride mentre sul palco dell’Arena si prepara a portare in scena Amonasro, padre di Aida nell’omonima opera di Verdi, a 22 anni dalla prima volta in quel ruolo. Verona è stata la sua seconda casa, qui ha gettato le basi dell’enorme successo che lo ha portato a esibirsi sui teatri più prestigiosi del mondo. Dalla Fenice, alla Scala, passando per il Wiener Staatsoper di Vienna e il Teatro Bol’šoj di Mosca.

«Artisticamente sono nato quasi in Arena, la mamma di tutta l’arte veneta. Nel 1999 ho fatto la mia prima Aida qua, ma nel ‘98 avevo debuttato con “Il ballo in maschera” (opera di Giuseppe Verdi, ndr) con la regia di Giuliano Montaldo, la prima della stagione. Per me tornare a Verona quasi ogni anno è veramente un grande riconoscimento e una grande gioia».

In platea intanto prendono posto gli spettatori, per un’altra serata sold-out. Italiani, stranieri, coppie e persone sole, adulti ma anche bambini. Ventagli colorati da anni svolazzano tra le sedie, o calici di vino per accompagnare lo spettacolo.

«Non potevo avere dimora in Valpolicella e non amare i grandi vini veneti e veronesi, – sottolinea Gazale, – l’Amarone in primis, ma anche Ripasso, Recioto e tutti quei vini che hanno fatto la storia. Diciamo che il vino ha molto a che vedere con l’arte. È fatto di sensazione, psicologia, abbinamenti ed emozioni, e la combinata grande vino e grande rappresentazione artistica è l’apoteosi. Ho conosciuto pochi artisti ben navigati che non avessero passione anche per l’enologia che fa parte della nostra cultura radicatissima. Una delle cose migliori che sappiamo fare».

Nelle gallerie dell’Arena gli artisti iniziano a prepararsi per la recita: qui si sentono i loro vocalizzi, mentre le comparse mezze truccate e mezze vestite corrono da una parte all’altra dei corridoi. Anche perché in Arena ogni sera è una nuova sfida.

«Scegliere l’opera preferita è un po’ come scegliere tra i figli. Dipende dal regista, dal direttore d’orchestra, cambiano i colleghi e la stessa opera può avere o meno grande fascino. Ma la cosa importante è amare soprattutto quell’allestimento, perché la forza dell’opera è l’estemporaneità. Ogni recita e ogni sera sono diverse dalle altre».

Così come ogni bicchiere di vino può portare a un risvolto diverso, soprattutto in Valpolicella, dove il percorso sensoriale dal Rafaèl Valpolicella Classico Superiore doc, al Ripasso Valpolicella Classico Superiore doc fino all’Amarone della Valpolicella Classisco docg è un’esperienza di armonia senza fine, lo testimoniano anche le ottime recensioni del noto critico James Suckling.


L'ascesa del Vulture nel numero di Agosto di Wine Enthusiast

Alexander Peartree, della rivista Wine Enthusiast, ha scritto un interessante articolo sulla regione vinicola del Vulture.

“Nella provincia più settentrionale della Basilicata, che si estende dall’arco dello stivale d’Italia, si trova una zona montuosa e selvaggia. Ricorda le vivaci Alpi del nord più che i climi caldi e meridionali.
Lì, ancorato intorno al vulcano spento del Monte Vulture, c’è un mosaico di antiche città sparse tra le colline ondulate, che ospitano alcuni dei vini più emozionanti d’Italia”.

La regione vinicola del Vulture è un luogo ideale da visitare e scoprire con le sue antiche rovine e tradizioni che risalgono all’epoca romana, qui nacque il famoso poeta latino Orazio.

La vinificazione commerciale nella zona, invece, risale a quasi un secolo fa, ma una nuova generazione di viticoltori ha portato questa zona storica alla ribalta.

La cantina Paternoster è una delle più antiche, icona della produzione dell’Aglianico del Vulture; Fabio Mecca Paternoster, l’enologo, fa parte della nuova generazione che sta lavorando per il futuro di questa promettente regione vinicola.

Leggi QUI l’articolo completo.

“Rimango radicato a Paternoster: è al centro delle mie ambizioni e missione. Questo è il luogo che mi scorre nelle vene da quando ne ho memoria. Mi ha dato la possibilità di diventare quello che sono oggi. Da quando ero giovanissimo, passavo il mio tempo libero in vigna e in cantina. La vecchia cantina era sotto casa dei miei nonni. Soprattutto durante la vendemmia correvo a casa loro per un pranzo veloce dopo la scuola, e poi andavo ad aiutare con la vendemmia e la vinificazione. Oggi mi consulto, ma la mia missione è continuare il progetto di famiglia iniziato con il mio bisnonno oltre un secolo fa”.
Fabio Mecca, Paternoster

Paternoster si estende per circa 20 ettari a terra nera di origine vulcanica, dislocati nelle diverse contrade vitivinicole nell’agro del piccolo comune Barile e ha una moderna cantina

I vigneti si affacciano sul Monte Vulture, vulcano spento che segna i confini di una terra generosa ma misteriosa. Ci piace pensare che il successo dei vini Vulture dipenda in gran parte dalla tenacia e dal talento della famiglia Paternoster, che da oltre un secolo , ha creduto e investito nella varietà Aglianico.

Anselmo, il capostipite, vendette la prima bottiglia di Aglianico della famiglia nel 1925, segnando l’inizio di una produzione acclamata dalla critica, giunta alla terza generazione


Vulture rising in Wine Enthusiast august issue

Alexander Peartree, of Wine Enthusiast magazine, has written a great article on Vulture wine region.

“In the northernmost province of Basilicata, which stretches up from the arch of Italy’s boot, lies a mountainous, wild area. It recalls the brisk Alps of the north more than warm, southern climes.
There, anchored around the extinct Monte Vulture volcano is a patchwork of ancient towns scattered among the undulating foothills that harbor some of the country’s most exciting, site-expressive wines.”

Vulture wine region is a great place to visit and discover with ist antique ruins and traditions that dates back to Roman times, the famous poet Orazio was born here.

Commercial winemaking in the area, instead, dates back nearly a century, but a new generation of winemakers has brought this historic area to the forefront.
Paternsoster winery is one of the oldest winery, an icon in Aglianico del Vulture production; Fabio Mecca Paternsoer, the oenologist, is part of the new generation that are working for the future of this promising wine region.

Let’s enjoy the full article HERE

“I remain rooted in Paternoster: it lies at the heart of my ambitions and mission. This is the place that runs through my veins for as long as I can remember. It gave me the chance to become who I am today. Since I was very young, I spent my free time in the vineyards and the winery. The old winery was below my grandparent’s home. Especially during the harvest, I’d run to their house for a quick lunch after school, and then I was off to help with the harvest and the winemaking. Today, I consult, but my mission is to continue the family project that began with my great-grandfather over a century ago.”
Fabio Mecca, Paternoster

Paternoster covers about 20 hectares with black soil of volcanic origin, with a modern cellar, located in the different wine-growing districts in the countryside of the small town Barile.
The vineyards are overlooking the Mount Vulture, an extinct volcano that marks the borders of a generous yet misterious land.We like to think that the success of the Vulture wines depends largely on the tenacity and talent of the Paternoster family, which for over a century, believed and invested in the Aglianico variety.
Anselmo, the founder, sold the family’s first bottle of Aglianico in 1925, marking the beginning of a critically-acclaimed production, now in its third generation.


Qual è il tuo preferito fra i 90+ by James Suckling?

Goditi un tour del vino dal Nord al Sud Italia:
vuoi un bianco fresco e armonico del Lago di Garda o un bianco fragrante e fine del Vulture?
o sei indeciso fra un Rosso di Montalcino o un vino della Maremma Toscana?

Scegli il tuo preferito facendoti guidare dalle recensioni  90+ di James Suckling…o assaggiali tutti!

90 – Tommasi Le Fornaci Lugana doc 2020
Naso floreale e leggermente terroso con un po’ di cedro, seguito da un palato da medio a pieno con ricordi di limone amaro e minerali ricchi e sapidi. Leggermente fenolico sul finale. Da bere adesso.

90 – Paternoster Vulcanico Falanghina igt 2019
Al naso limone cotto, pera, fiori secchi e scorza di lime. È di medio corpo con acidità pungente. Finale piccante ed erbaceo. Da bere adesso.

91 – Casisano Rosso di Montalcino doc 2019
Al naso ciliegie e lillà con un carattere corposo e buona mineralità. Di medio corpo con molta acidità per rinfrescare il frutto e fornire grinta.
Abbastanza deciso sul finale. Da bere adesso.

91 – Poggio al Tufo Cabernet Sauvignon igt 2019
Un sorso pulito con un buon cuore di ribes e un pizzico di erbe fresche. Di medio corpo con tannini ben integrati e un finale fresco e fruttato.
Da bere adesso.


Choose your favorite 90+ points by James Suckling

Let’s have a wine journey from North to South Italy:
a white from Lake Garda or Vulture region? or are you undecided between a sip of red from Montalcino or Tuscany Maremma?

Choose your favorite white or red among the ones reviewed with a nice 90+ by James Suckling…or pick them all!

90 – Tommasi Le Fornaci Lugana doc 2020
Floral and slightly earthy nose with some cedro, following through to a medium to full palate with flavors of bitter-lemon and rich, savory minerals. Lightly phenolic on the finish. Drink now.

90 – Paternoster Vulcanico Falanghina igt 2019
Cooked lemon, pear, dried flowers and lime peel on the nose. It’s medium-bodied with biting acidity. Tangy, herbed finish. Drink now.

91 – Casisano Rosso di Montalcino doc 2019
Cherries and lilacs on the nose with some meaty mineral character. Medium-bodied with lots of acidity to freshen up the fruit and provide drive. Quite firm at the end. Drink now.

91 – Poggio al Tufo Cabernet Sauvignon igt 2019
A clean-cut cab with a good core of currants and a hint of fresh herb. Medium-bodied with well-integrated tannins and a fresh, fruity finish. Drink now